Strage di Pietralata, eseguite le autopsie: a sparare è stato il padre. Un colpo alla testa ciascuno

Strage di Pietralata, i risultati dell’esame autoptico eseguito all’istituto di medicina legale de La Sapienza

La strage di Pietralata si arricchisce di altri strazianti particolari. Secondo i risultati dell’autopsia condotta sui corpi dei tre componenti della famiglia Abbasciano, padre, madre e Bianca, la figlia di 5 anni con grave disabilità della coppia, a sparare con una pistola Glock regolarmente detenuta sarebbe stato il papà. Un colpo alla testa ciascuno. L’ultimo riservato a se stesso.

Strage di Pietralata, i risultati dell’esame autoptico eseguito all’istituto di medicina legale de La Sapienza

Luca Abbasciano, tecnico informatico di 42 anni e la moglie Valentina, 41, come avrebbe confermato dall’esame autoptico eseguito oggi, giovedì 3 settembre, presso l’istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza, avrebbero cooperato nell’esecuzione dell’omicidio suicidio scoperto lunedì scorso 31 agosto dopo l’allarme lanciato dalla sorella dell’uomo che non riusciva a mettersi in contatto con la famigliola dal venerdì precedente. Nella stanza dell’orrore c’era anche il cadavere del cane.

La tragica sequenza degli ultimi istanti

Dai numerosi biglietti rinvenuti sul luogo della tragedia dagli inquirenti e dal sostituto della Procuratore della Repubblica e firmati da entrambi i coniugi, è emerso il filo conduttore del tragico gesto motivato dallo stato di abbandono e di solitudine che avrebbe spinto i genitori, ormai giunti oltre il limite dell’umana sopportazione, a sopprimersi e a portare con sé anche la piccola Bianca.

L’orario della morte

Serviranno ulteriori approfondimenti per stabilire con più esattezza il momento della morte dei tre incrociandoli con altri dati al momento conosciuti come quello dell’ultimo contatto effettuato via Whatsapp dal capo famiglia.

I vicini della coppia e quelli dei genitori di lei che abitano poco distante continuano a cercare spiegazioni sui motivi e sugli stati d’animo che hanno provocato la disgrazia ma al momento vengono fatte solo speculazioni.

Tra le ipotesi emerse figura la pista di una spesa astronomica prelevata dai risparmi o ricevuta in prestito dalla coppia per tentare una cura miracolosa in Sud America capace di ridare speranza alla grave forma di paralisi cerebrale di cui sembra soffrisse la bambina.

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