Pochi euro in contanti, occhiali da sole graduati, carte di credito usate per acquistare due kebab, e due pagamenti su una piattaforma online, uno dei quali nemmeno andato a buon fine. Il ladro — o i ladri — che due sere fa ha rubato la borsa di una ragazza di 27 anni mentre si esibiva sul palco per un concerto gratuito, non ha certamente messo a segno il colpo del secolo. Eppure il danno per la giovane artista va ben oltre il valore economico che le è stato sottratto. Insieme alle carte di credito e al denaro, infatti, chi ha colpito ha portato via anche una chiavetta Usb con foto, ricordi, progetti di lavoro e dati personali.
Il furto a Ostia lascia una 27enne senza borsa: tra denunce, telecamere e carte bloccate, non si arrende e cerca ancora il colpevole, che con la sua carta di credito ha comprato kebab e fatto acquisti online
La vicenda si consuma nella serata di domenica scorsa, in piazza Anco Marzio, nel cuore di Ostia. Claire P., la vittima del furto, receptionist di un hotel nella vita di tutti i giorni, si sta esibendo sul palco insieme al suo gruppo, “La luce viola”. Davanti a lei il pubblico si gode la musica, mentre intorno la gente passeggia tra le bancarelle. Alle spalle del palco si apre uno spazio verde, con alcune persone sedute sulle panchine. La sua borsa è riposta dentro la custodia della tastiera, a pochi passi da dove sta suonando. Tutto scorre senza intoppi, finché, terminato il concerto, la giovane si avvicina alla custodia e scopre che la borsetta — un regalo di sua madre — non c’è più.
Il momento del colpo
Sgomenta, pensa subito al furto, poi si convince — come spesso accade a chi è in buona fede — che no, non può essere, che forse l’ha solo dimenticata in macchina. Corre a controllare, fruga ovunque, ma non trova nulla: qualcuno ha approfittato della sua distrazione, del fatto che fosse sul palco a intrattenere il pubblico, per colpire. Ripensando ai propri movimenti, ricorda con precisione di essersi avvicinata alla custodia una ventina di minuti prima della fine dell’esibizione, per prendere una chiavetta con le basi musicali: è probabilmente in quel momento che il malvivente ha individuato il bersaglio e ha agito.
Le carte di credito e i primi acquisti del ladro
La prima mossa, una volta capito cos’è successo, è bloccare le carte di credito. Chiama l’assistenza, ma non fa in tempo a fermare tutto. Una prima notifica sul telefono la rassicura, segnalandole un pagamento respinto su una piattaforma online. Solo più tardi scoprirà che il ladro aveva invece fatto in tempo a comprare due kebab vicino al piazzale delle Poste — 3,50 euro a panino — e che un’altra transazione, da 80 euro, sulla stessa piattaforma, era invece andata a buon fine.
La caccia alle chiavi con il localizzatore
Nel frattempo, insieme a un’amica e agli organizzatori dell’evento, si dà da fare per rintracciare i responsabili, o almeno recuperare quanto rubato. Nella borsa c’erano anche le chiavi dell’auto, dotate di un localizzatore Bluetooth. Seguendo il segnale, il gruppo gira per un’ora e mezza tra le vie di Ostia, tra le giostre, davanti alla vecchia stazione, rovistando persino nei cassonetti. Alla fine, non lontano dal chiosco dei kebab, sotto un’automobile, spuntano le chiavi insieme ai documenti. Un sollievo, almeno per l’auto.
La denuncia e le ricerche di Claire
Il giorno dopo Claire sporge denuncia ai carabinieri di Ostia e chiede che vengano acquisite le immagini delle telecamere del negozio di kebab. Non si accontenta e va di persona dal titolare del locale per chiedere di visionarle, ma si sente rispondere che non è possibile. Prova allora con la piattaforma su cui è avvenuto l’acquisto sospetto ed è in attesa di risposte. Tenace, si rivolge infine all’istituto della carta di credito utilizzata per il pagamento andato a buon fine, ed è in contatto per ottenere i dati relativi all’account dal quale è stato effettuato l’acquisto con il relativo indirizzo di spedizione.
L’appello di Claire
Tra il denaro sottratto — poco meno di cento euro — gli occhiali da vista e la borsa che le aveva regalato la madre, il bottino per Claire pesa più del suo valore economico. Soprattutto a preoccuparla sono i suoi dati contenuti nella chiavetta rubata. E poi, in fin dei conti, si tratta di reagire di fronte a un torto.
Ed è per questo che non molla: la sua speranza è che qualcuno, quella sera, tra le bancarelle o sotto il palco, abbia scattato una foto o girato un video capace di fare luce sull’accaduto.
Pochi giorni fa un episodio analogo si è verificato in zona Esquilino, dove un uomo ha rubato uno zaino in un bar e ha poi usato la carta di credito della vittima per comprarsi un gelato a poche decine di metri dal lugoo in cui aveva commesso il furto. Puoi leggere l’articolo completo cliccando su questo link.




















