Amianto, diossina oltre le soglie di sicurezza e l’ombra di una discarica abusiva e interrata mai bonificata. È ormai allarme ambientale a Fonte Laurentina e a Vallerano, quartieri a sud della Capitale a ridosso del Gra, dove da due settimane focolai di incendio continuano a bruciare e a rilasciare fumi tossici.
Diossina oltre i limiti e sospetto amianto friabile. Residenti barricati in casa, scatta l’inchiesta della Commissione Ecomafie
I residenti, barricati in casa, hanno presentato un esposto denunciando il concreto rischio di dispersione di fibre sottili nell’aria. Sul caso la Procura di Roma ha posto l’intera area sotto sequestro, mentre la Commissione Ecomafie ha aperto un’inchiesta e il Ministero dell’Ambiente ha chiesto chiarimenti urgenti alle autorità locali.
Veleni nell’aria e l’ombra dell’amianto friabile
I dati già raccolti dall’Arpa Lazio parlano chiaro: le concentrazioni di diossina registrate nell’area sono “ampiamente superiori alle soglie di sicurezza e di attenzione raccomandate dall’Oms”. Ma a preoccupare maggiormente i comitati di quartiere è il timore dell’amianto friabile disperso nell’aria.

Da 14 giorni le squadre dei Vigili del Fuoco lavorano senza sosta per domare i roghi residui, mentre le famiglie del quadrante sud sono costrette a vivere con le finestre sbarrate per sfuggire all’odore acre che rende l’aria irrespirabile.
La denuncia dei residenti: “Discarica nota dal 2014, ora sanificare le scuole”
“A bruciare è stata una discarica segnalata da noi residenti già nel 2014, senza che nessuno mai si attivasse per bonificarla“, spiega all’Adnkronos Michele Ambrosone, presidente del comitato di quartiere Fonte Laurentina.
Negli anni ci si sarebbe limitati a sgomberare gli insediamenti abusivi in superficie, tralasciando ciò che si nascondeva sotto il terreno. Ora i cittadini chiedono interventi immediati, a partire dalla sanificazione straordinaria di tutti i plessi scolastici prima della riapertura di settembre.
Insieme alla salute, c’è forte apprensione anche sul fronte economico. A Vallerano, il presidente del comitato Mario Pagani annuncia che si sta valutando la via legale: “Non sappiamo cosa ci sia di preciso nel terreno andato a fuoco, se l’amianto si sia volatilizzato e quali siano i rischi. Oltre alla salute, c’è un rischio concreto di pesante svalutazione immobiliare per la zona“.
L’allarme sui veleni interrati: “Massima attenzione per i Vigili del Fuoco”
Ad appesantire il quadro d’emergenza si aggiunge il ricordo dei precedenti ritrovamenti nella zona. Dal territorio parte un appello accorato rivolto proprio ai soccorritori impegnati tra le fiamme: “Vorrei fare una raccomandazione ai Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni: negli anni, proprio lì intorno, abbiamo trovato e fatto bonificare fusti pieni d’acido sotterrati a poca distanza dalle nostre scuole”.
Un precedente che risale al settembre 2020, quando il Circolo Legambiente Agro Romano Meridionale denunciò la presenza dei bidoni tossici emersi durante un’altra emergenza roghi. Da qui l’esortazione alla massima cautela per chi lavora sul campo: “Attenzione alle buche nell’area della cava e, soprattutto, si proceda con le operazioni di decontaminazione per il personale a fine turno”.
L’inchiesta della Commissione Ecomafie e il sequestro della Procura
L’esposto dei cittadini, recepito dal senatore Andrea De Priamo, ha fatto approdare la vicenda in Parlamento. La Commissione Ecomafie, presieduta da Jacopo Morrone, si è recata sul posto per un sopralluogo con le forze dell’ordine, l’Arpa e i vigili del fuoco, aprendo un formale filone d’inchiesta ed avviando le audizioni per accertare eventuali illeciti nella gestione dei rifiuti.
“L’area è attualmente sottoposta a sequestro da parte della Procura della Repubblica di Roma per individuare le responsabilità“, precisa Morrone, sottolineando come la presenza dei focolai ancora attivi abbia finora impedito il completamento delle analisi analitiche sui terreni e sui materiali interrati.
Il Ministero dell’Ambiente pretende chiarimenti
La vicenda è finita anche sui tavoli governativi. Attraverso una circolare inviata il 7 agosto a Comune di Roma, Regione Lazio, Prefettura e Arpa, il Ministero dell’Ambiente ha ufficialmente richiamato le segnalazioni sui picchi di diossina e sul pericolo amianto, chiedendo di essere aggiornato tempestivamente sull’insorgenza di qualsiasi “profilo di danno o minaccia di danno ambientale“. Un richiamo formale che stringe i tempi per le istituzioni locali, mentre il quartiere attende risposte certe su cosa stia davvero respirando.






















