In tre avevano messo a segno una vile truffa ai danni di una donna ultra 80enne. Con il teatrino del finto carabiniere, e la classica finta emergenza del parente stretto in stato di fermo, per qualche guaio legale, in attesa di una “cauzione” per evitarne l’arresto, l’avevano convinta a dare tutto l’oro in suo possesso: i ricordi di una vita.
“Una Fiat 500 sospetta”, nell’allarme diramato sulla rete viaria di Roma e Provincia per intercettare la fuga della banda con il bottino della truffa
La vicenda si è sviluppata a partire dal copione oramai consolidato della truffa del “finto carabiniere”, una tecnica spietata che anche stavolta aveva mietuto una vittima, facendo leva sugli affetti e sulla vulnerabilità della persona anziana.
Così un falso appartenente alle forze dell’ordine, aveva agganciato la donna, inducendola con l’inganno e la pressione psicologica a consegnare tutti i preziosi che teneva custoditi in casa.
Ottenuto il bottino poi, i responsabili erano saliti a bordo di una Fiat 500 per allontanarsi rapidamente dalla zona della truffa.
E’ stata la tempestiva segnalazione inoltrata alla Sala Operativa di Fiano Romano, a permettere di diramare immediatamente le ricerche del veicolo, completo di colore e modello, a tutte le pattuglie impegnate nella vigilanza della rete viaria.
Il blitz sull’autostrada A1 e il nervosismo al controllo
L’intercettazione è scattata lungo l’autostrada A1, all’altezza del chilometro 570 in direzione sud, dove gli agenti della Polizia Stradale di Roma Nord hanno individuato l’utilitaria segnalata, affiancandola e imponendo l’alt al conducente per eseguire un controllo di routine approfondito.
All’interno dell’abitacolo si trovavano i tre esperti truffatori che, di fronte alle prime domande dei poliziotti, hanno subito tradito un forte stato di agitazione, iniziando a fornire giustificazioni evasive, risposte generiche e palesemente contraddittorie sulla provenienza del loro viaggio e sulla destinazione finale. L’atteggiamento fortemente sospetto e reticente ha spinto la pattuglia a far scattare le perquisizioni sul posto.
L’oro ritrovato nel cruscotto e la riconsegna all’anziana vittima
Mentre le perquisizioni personali non hanno evidenziato anomalie, l’ispezione all’interno della vettura ha rivelato la prova schiacciante. Nascosto nel cassetto del cruscotto dell’auto, gli agenti della Polizia Stradale hanno rinvenuto un sacchetto contenente numerosi monili d’oro e preziosi in corallo, di cui i tre occupanti non hanno saputo giustificare il possesso.
I successivi riscontri incrociati con i Carabinieri della Stazione locale hanno chiuso il cerchio: negli stessi minuti l’anziana truffata si trovava infatti in caserma per sporgere denuncia. La donna ha riconosciuto formalmente tutti i propri gioielli ed ha fornito una descrizione dettagliata del truffatore entrato in casa, perfettamente coincidente con uno dei tre fermati.
L’arresto, la direttissima a Tivoli e le misure cautelari
A seguito della conferma della refurtiva e della ricostruzione dei fatti, i tre uomini sono stati dichiarati in stato di arresto per il reato di truffa aggravata e messi a disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, venendo condotti nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio.
In sede di rito direttissimo, l’Autorità Giudiziaria ha convalidato integralmente la misura precautelare applicata dalla Polizia di Stato, disponendo le relative misure cautelari a carico dei tre indagati. L’intera refurtiva, recuperata prima che potesse essere riciclata o venduta, è stata interamente restituita alla legittima proprietaria.





















