Ha atteso la ex compagna nascosto sotto casa, per poi scatenare una violenza cieca, distruggendole l’automobile e strappandole il telefono per impedirle di chiedere aiuto. L’intervento in extremis dei Carabinieri a Roma, evita il peggio alla vittima, interrompendo un incubo fatto di continui maltrattamenti, anche davanti al figlio minorenne della coppia.
Donna soccorsa sotto shock e ferita dalle percosse dell’ex, spalanca la porta ai Carabinieri sull’inferno domestico di anni davanti al figlio minore della coppia
L’ultimo agghiacciante episodio prima dell’arresto e la fine dell’incubo per la vittima, si è consumato in via Tagliacozzo, nella zona di Santa Maria del Soccorso a Roma.
Qui l’ex compagno romano 38enne della donna, le aveva preparato una vera e propria trappola, posizionandosi nei pressi della sua abitazione e attendendo il suo arrivo nell’ombra. Così, quando la donna si è avvicinata, l’uomo l’ha sorpresa e aggredita con inaudita violenza prima che potesse mettere in salvo sé stessa e chi si trovava con lei.
Durante la concitata aggressione, l’uomo si è scagliato contro la vettura della vittima, colpendo ripetutamente la carrozzeria fino a infrangere il vetro del parabrezza.
Non pago poi, per assicurarsi l’impossibilità di qualsiasi reazione o richiesta d’aiuto immediata, lo stalker si è scagliato direttamente sulla donna, strappandole di mano con la forza il cellulare prima di prolungare l’azione intimidatoria in mezzo alla strada.
L’inferno domestico e il terrore assistito dal figlio minore
La richiesta di soccorso inoltrata al numero unico di emergenza 112 ha fatto scattare il tempestivo invio delle gazzelle dei Carabinieri della Stazione di Roma Santa Maria del Soccorso. Raggiunto il luogo dei fatti in via Tagliacozzo, i militari hanno circondato il perimetro e messo alle strette l’aggressore, poi bloccato mentre venivano prestati soccorsi alla vittima sotto shock e ferita a causa dell’impatto e della brutalità delle percosse subite.
Nel corso delle prime dichiarazioni rese agli investigatori, la donna ha spalancato la porta su un quadro di condotte persecutorie e vessatorie prolungate nel tempo. La vittima ha raccontato di essere da lungo corso oggetto di sistematici episodi di violenza fisica e psicologica da parte dell’ex compagno.
Un contesto reso ancora più cupo e drammatico dal fatto che le brutali aggressioni avvenivano con frequenza alla presenza del figlio minore della coppia, costretto ad assistere all’inferno domestico.
I soccorsi alla vittima e il trasferimento nel centro antiviolenza
L’intervento del personale sanitario ha consentito il primo ammortamento dei traumi fisici e psicologici riportati dalla giovane madre. La donna è stata trasportata d’urgenza presso il Policlinico Umberto I, dove i medici le hanno prestato le cure necessarie per le lesioni riportate durante la furia dell’uomo e nel blitz condotto contro la sua automobile.
Una volta stabili le sue condizioni di salute e ultimate le medicazioni del caso, per la vittima e per il bambino si sono spalancate le porte della rete di protezione sociale. La donna è stata infatti presa in carico dai servizi specializzati e trasferita in un Centro Antiviolenza della Capitale, una struttura protetta ad indirizzo segreto dove poter iniziare un percorso di recupero in sicurezza, lontana dalla portata del suo aggressore.
L’arresto dei Carabinieri e il carcere a Regina Coeli
Contemporaneamente alle operazioni di soccorso, i Carabinieri della Stazione Santa Maria del Soccorso hanno proceduto a fermare ed identificare il trentottenne sul posto. Sulla base degli elementi di prova raccolti nell’immediatezza, della ricostruzione dei fatti e della flagranza della condotta violenta, l’uomo è stato dichiarato formale stato di arresto con la grave accusa di maltrattamenti in famiglia.
Al termine dei rilievi di rito e della compilazione degli atti giudiziari, i militari dell’Arma hanno condotto l’aggressore presso la casa circondariale di Regina Coeli. L’indagato rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria romana, mentre la rapida risposta delle forze dell’ordine ha evitato che l’ennesimo agguato sotto casa potesse virare verso conseguenze tragiche per la donna e per il suo bambino.





















