(Adnkronos) –
Solo ipotesi e nessuna prova e, a maggior ragione dopo la “diffusione mediatica” dell’esistenza delle indagini, “non sembrano potersi svolgere utilmente investigazioni di alcun genere” come il sequestro dei device (pc e telefoni) “che per scelta investigativa non è stato eseguito in precedenza” dato che le intercettazioni in corso “apparivano confortare l’impostazione accusatoria”. E’ uno dei passaggi del provvedimento della Procura di Milano nell’inchiesta sugli arbitri. Â
Le intercettazioni riempiono in gran parte le 18 pagine del decreto di archiviazione dell’Inter, ma la Procura chiarisce che si resta nel capo delle ipotesi o delle suggestioni. In particolare tra le ipotesi “residuali” c’è quella che le presunte interferenze dell’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, per il quale è stata chiesta l’archiviazione dall’accusa di frode sportiva, siano legate alla promessa di un’utilità , “consistente in progressioni di carriera nel sistema arbirale”. Â
La base probatoria di tale ipotesi “è costituita dall’esistenza di ottimi rapporti tra Gravina e Rocchi da in lato e dall’esistenza di un indubbio peso politico nella lega da parte del Fc Internazionale, nella persona di Marotta, a sua volta legato da buoni rapporti personali con Gravina”. Si tratta di una base probatoria “inidonea a provare l’ipotesi di frode sportiva specifica, che richiede un principio di prova, anche indiziario, di una promessa di utilità , posta in essere da Gravina in accordo con Marotta verso Rocchi, perché costui accellasse interferenze volte a turbare la regolarità della gara”. Per i pm milanesi “Il vuoto probatorio degrada tale ipotesi al rango della mera illazione”.Â
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