L’ondata di caldo non dà tregua alla Capitale. A Roma sono previsti picchi termici fino a 38 °C, con il termometro che si manterrà stabile sui 37 °C anche nei giorni successivi, a partire dal 30 giugno. Un’emergenza meteo che si traduce immediatamente in un’emergenza sanitaria, soprattutto per i più vulnerabili: i bambini.
Meteo Roma, scatta l’allarme caldo: picchi di 38 gradi. Bambino Gesù: “Un accesso su quattro in Pronto Soccorso è legato all’afa”
Secondo i dati diffusi dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, durante i mesi estivi circa il 25% degli accessi al Pronto Soccorso è riconducibile, direttamente o indirettamente, agli effetti delle temperature elevate.
Cosa sono le “isole di calore urbano” e perché sono pericolose
Il picco dei ricoveri è strettamente legato al fenomeno microclimatico delle isole di calore urbano. Nelle grandi città come Roma, la massiccia presenza di asfalto, cemento e palazzi – combinata con la scarsità di aree verdi e il calore generato da traffico e condizionatori – impedisce la ventilazione.
Il risultato? Le superfici urbane accumulano energia termica di giorno e la rilasciano lentamente la sera. Nelle giornate più roventi, l’asfalto esposto al sole può raggiungere temperature comprese tra i 60 e gli 80 °C.
A complicare lo scenario c’è anche un fattore sociale: oggi molte famiglie fanno vacanze più brevi e i bambini trascorrono molto più tempo in città rispetto al passato, aumentando l’esposizione all’afa.
“I bambini non sono piccoli adulti – avverte Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Pronto Soccorso del Bambino Gesù – Il loro organismo ha una capacità ancora immatura di regolare la temperatura corporea. Questo li rende particolarmente vulnerabili alle ondate di calore, soprattutto nei primi anni di vita o in presenza di patologie croniche“.
I dati del Pronto Soccorso: non solo colpi di calore
Il 25% degli accessi estivi al Bambino Gesù è legato al caldo, ma le dinamiche variano. Il 5% dei casi riguarda problematiche dirette e acute: colpi di calore, sincopi e grave disidratazione. Il restante 20% è composto da bambini che arrivano in ospedale per virus gastrointestinali (vomito e diarrea) o febbre.
In questi contesti, le temperature alte accelerano drammaticamente la perdita di liquidi. Il caldo, inoltre, riacutizza i sintomi nei piccoli pazienti affetti da malattie croniche (cardiopatici, diabetici, oncologici).
Il vademecum del Bambino Gesù: le 10 regole per proteggere i bambini
Per ridurre al minimo i rischi, gli specialisti dell’ospedale pediatrico romano hanno stilato una guida pratica in 10 punti per i genitori che restano in città:
- Idratazione costante: Offrire acqua spesso, anche se il bambino non la chiede espressamente.
- Evitare le ore critiche: Non esporre i bambini al sole e sospendere l’attività fisica tra le 11:00 e le 17:00.
- Abbigliamento corretto: Vestiti leggeri, di colore chiaro e in tessuti naturali come cotone o lino.
- Ambienti freschi: Utilizzare condizionatori o ventilatori, evitando però sbalzi termici bruschi tra interno ed esterno.
- Alimentazione smart: Pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura per reintegrare liquidi e sali minerali.
- Protezione solare: Cappellino d’ordinanza e creme solari ad altissimo fattore di protezione (SPF 50+).
- Attenzione ai neonati: Nei lattanti, verificare che il pannolino sia regolarmente bagnato. La riduzione della diuresi è il primo campanello d’allarme della disidratazione.
- Riconoscere i sintomi: Monitorare segnali come bocca asciutta, urine scure, sonnolenza anomala, irritabilità, mal di testa o crampi.
- Primo soccorso: In caso di malessere da calore, spostare il bimbo all’ombra, rinfrescarlo con acqua fresca e fargli bere piccoli sorsi d’acqua.
- Quando chiamare il medico: Contattare il pediatra in caso di vomito ripetuto o febbre persistente. Andare subito in Pronto Soccorso se si notano alterazioni dello stato di coscienza, difficoltà respiratorie pronunciate, convulsioni o incapacità di bere.
“Intervenire tempestivamente significa, nella maggior parte dei casi, evitare che un semplice malessere si trasformi in un’emergenza“, conclude Sebastian Cristaldi, responsabile del Pronto Soccorso del Gianicolo.




















