La nuova truffa psicologica dell’accusa di rapina arriva nel cuore di Monteverde, il quartiere residenziale a ovest del centro storico di Roma, a ridosso del Gianicolo, dove stava per andare in scena l’ennesimo raggiro ad anziana bloccato sulla soglia di casa. L’arrestato era un sedicente carabiniere pronto ad entrare in azione dopo una telefonata allarmante: la minaccia di una perquisizione imminente.
Anziana di Monteverde chiama la figlia e fa scattare il blitz della Polizia: il complice era già dietro la porta ad attendere la vittima
La quiete di un’anziana residente del quartiere romano di Monteverde è stata bruscamente interrotta da quello che si è rivelato l’ennesimo, odioso tentativo di truffa criminale ai danni di una persona fragile.
La vittima, una donna di 87 anni, si è trovata improvvisamente al centro di una spietata pressione psicologica. Tutto è iniziato tra le mura domestiche con una telefonata drammatica da parte di un uomo che si è presentato come un appartenente alle Forze dell’ordine.
Con tono autorevole e perentorio, il sedicente militare ha somministrato alla donna una falsa e inquietante notizia: “il suo documento d’identità era stato rinvenuto sul luogo in cui, pochissimo tempo prima, era stata consumata una violenta rapina”.
La notizia, calibrata per destabilizzare emotivamente l’anziana e indurla in uno stato di profonda ansia, era solo il primo passo di una precisa strategia d’aggressione.
l metodo della pressione e la trappola sulla porta
Il meccanismo criminale è proseguito con una minaccia ancora più invasiva. Con il pretesto di dover svolgere verifiche urgenti e indifferibili legate alla presunta rapina, l’interlocutore ha preannunciato l’imminente arrivo di un collega presso l’abitazione dell’anziana, incaricato di effettuare una perquisizione domiciliare.
L’obiettivo era chiaro: isolare la vittima, terrorizzarla con l’idea di un controllo di polizia e spingerla a consegnare denaro o gioielli per rimediare alla fittizia situazione di pericolo. Le chiamate sul telefono della donna si sono susseguite in modo incalzante per non lasciarle il tempo di riflettere. Tuttavia, l’anziana non ha perso la lucidità. Intuendo il pericolo, è riuscita a contattare la figlia residente in Inghilterra. Questo contatto internazionale ha generato un immediato flusso di segnalazioni, attivando i poliziotti del locale Distretto di Polizia.
Il blitz, le indagini e i messaggi sullo smartphone
Il piano dei malviventi si è così infranto sulla soglia di casa. Quando gli agenti della Polizia di Stato sono giunti d’urgenza nello stabile di Monteverde, hanno intercettato il presunto “emissario” della truffa, un 39enne campano, fermo sul pianerottolo proprio davanti alla porta dell’appartamento, in attesa che la donna aprisse. Vistosi scoperto, l’uomo ha tentato un’improbabile difesa, giustificando la sua presenza con un finto appuntamento per la vendita di un impianto di allarme.
La perquisizione e i successivi approfondimenti investigativi hanno però svelato i dettagli più inquietanti del complotto. L’analisi tecnica effettuata sullo smartphone del sospettato ha infatti permesso agli investigatori di recuperare le chat con le istruzioni operative in tempo reale: messaggi dettagliati contenenti l’indirizzo esatto della vittima e le indicazioni specifiche su come presentarsi e comportarsi per portare a termine il colpo.
I provvedimenti giudiziari e la tutela legale
Bloccato prima ancora di riuscire a varcare la porta d’ingresso, per il trentanovenne sono scattate le manette. L’Autorità Giudiziaria ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.
L’uomo è ora gravemente indiziato del reato di tentata estorsione aggravata in concorso, mentre le indagini della Polizia di Stato proseguono senza sosta per identificare i complici e i vertici dell’organizzazione criminale.

















