Cavalli in fuga a Roma, crolla un vigile: “Ho sparato io i fuochi d’artificio” (VIDEO)

Cavalli in fuga, la svolta: un vigile ammette i fuochi. Il comandante: "Inammissibile, sono furioso"

Un brutto guaio. Anzi, un disastro istituzionale rimbalzato in tempo reale sui telefoni del comando di via della Consolazione:”Capo, c’è un problema. I cavalli della sfilata sono scappati. E siamo stati noi”. La svolta sulla notte di follia che ha paralizzato la Cristoforo Colombo arriva direttamente dall’interno del corpo della Polizia Locale di Roma Capitale. 

Cavalli in fuga, la svolta: un vigile ammette i fuochi. Il comandante: “Inammissibile, sono furioso”

Un giovane vigile urbano, un istruttore assunto appena un anno fa, si è fatto avanti e ha ammesso la colpa: è stato lui a sparare quella salva di fuochi d’artificio e petardi in via Baccelli, proprio sopra i recinti dove i purosangue attendevano le prove generali del 2 giugno.

Una bravata, legata a una presunta “tradizione” di vigilia che andrebbe avanti da qualche anno (spunta anche un video del 2022), ma totalmente abusiva. Un errore imperdonabile che ora costerà al giovane agente una quasi certa sospensione e conseguenze penali.

L’ira del comandante: “Io più arrabbiato del sindaco”

Il comandante della Polizia Locale, Mario De Sclavis, è un fiume in piena e non usa giri di parole per difendere l’onorabilità del corpo: “Saremo inflessibili. Per gli eccessi di quattro sciocchi si scredita il lavoro di un corpo di 6.200 colleghi“.

L’indagine, condotta in stretta e trasparente collaborazione con i Carabinieri, punta ora a capire se la catena di comando presente alle Terme di Caracalla venerdì notte abbia delle responsabilità o se si sia trattato del gesto isolato del singolo. I rapporti sono già sul tavolo della Procura.

La responsabilità penale è individuale – taglia corto De Sclavis – ma stiamo analizzando l’accaduto. Ho sentito il Sindaco Gualtieri: se lui era arrabbiato, io lo ero ancora più di lui. Parlerò con il ragazzo al momento opportuno, in sede disciplinare“.

La notte di terrore: 4 feriti e un cavallo abbattuto

Senza quella salva di botti, la sfilata non si sarebbe trasformata in un bollettino di guerra. Il panico scatenatosi nel branco attorno alla mezzanotte ha provocato danni pesantissimi. Quattro i militari e agenti feriti nel tentativo disperato di frenare la fuga. Una poliziotta di 29 anni è stata disarcionata ed è svenuta nella caduta. Una militare ventiduenne dei Lancieri di Montebello è stata colpita al petto dal proprio cavallo in rivolta, rimediando la frattura di diverse costole e la perforazione superficiale di un polmone. Altri due commilitoni, di 20 e 22 anni, hanno riportato ferite più lievi.

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto, pur trovandosi all’estero, ha seguito la situazione minuto per minuto esprimendo la massima vicinanza al personale coinvolto.

Il bilancio del caos

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Un cavallo stramazzato sulla Colombo

Un cavallo è stato recuperato al Divino Amore a una dozzina di chilometri, 15 auto sono state danneggiate e, peggio ancora, 15 cavalli si sono feriti nella corsa, uno è stato abbattuto per la gravità delle lesioni.

Slalom tra i purosangue sulla Colombo

I video girati dagli automobilisti increduli restituiscono una scena surreale. Terrorizzati dall’effetto domino, 35 purosangue d’alta scuola, completamente bardati e con le sciabole d’ordinanza che sbattevano violentemente sulle else accanto alla sella, si sono riversati sulla corsia centrale della Colombo, correndo all’impazzata verso l’Eur.

Via Cristoforo Colombo si è trasformata per ore in una pista da corsa clandestina. Gli agenti sono riusciti a interdire il traffico della corsia centrale per scortare la mandria ed evitare una strage di automobilisti. Molti esemplari sono stati bloccati e calmati solo all’altezza dell’obelisco dell’Eur o nei parchi di viale Asia da coraggiosi passanti, prima dell’arrivo dei mezzi speciali di recupero a notte fonda.

Le prove della parata sono saltate, ma la macchina organizzativa assicura che il 2 giugno la sfilata si terrà regolarmente. Resta la macchia pesante di una notte di follia nata proprio da chi avrebbe dovuto garantire l’ordine pubblico.