Un presidio davanti alla sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze per accendere i riflettori sull’impatto del carovita sulle famiglie e chiedere interventi strutturali sui redditi. L’Unione sindacale di base ha organizzato per mercoledì 23 settembre, alle ore 16.30, una manifestazione di protesta a Roma lanciata sotto lo slogan provocatorio «Avete la faccia come il bollo».
Manifestazione il 23 settembre al Ministero delle Finanze: l’Usb attacca il governo e chiede interventi strutturali contro il carovita, oltre alla misura sul bollo auto
Al centro della mobilitazione c’è una dura contestazione verso le politiche economiche messe in campo dal governo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo l’organizzazione sindacale, le ultime misure adottate non affrontano la radice dell’inflazione, ormai diventata un fattore strutturale del sistema economico.
L’Usb accusa l’esecutivo di aver partorito un intervento di facciata, approvato principalmente in vista degli appuntamenti elettorali dopo aver a lungo prorogato la sospensione delle accise, rinviando di fatto un’azione reale sul potere d’acquisto.
Salari fermi e rincari sul carrello della spesa
La protesta mette in evidenza la forbice sempre più ampia tra salari fermi da anni e costi della vita in continua crescita. I rincari dei beni energetici si sono tradotti in aumenti sui beni alimentari di prima necessità che oscillano tra il 30 e il 50 per cento.
Più che interventi isolati o spot sul bollo auto, evidenzia il sindacato, occorrono strumenti concreti capaci di calmierare i prezzi e sostenere le retribuzioni reali dei lavoratori.
Le richieste: stop all’Iva e nuova scala mobile
Per questo motivo, il sindacato articola una serie di richieste nette. Il sindacato sollecita l’azzeramento dell’Iva sui beni di primaria importanza, il blocco immediato delle tariffe energetiche e il congelamento dei prezzi dei beni essenziali.
A queste misure si affiancano proposte sulla casa, con affitti da parametrare ai salari e un piano di rilancio dell’edilizia popolare, insieme all’istituzione presso le prefetture di osservatori territoriali sui prezzi aperti alle organizzazioni sociali.
Per finanziare tali interventi, l’organizzazione chiede una tassazione al 100 per cento sugli extraprofitti accumulati dalle imprese che hanno speculato sulle materie prime durante le recenti crisi, oltre al ripristino di un meccanismo di scala mobile per l’adeguamento automatico degli stipendi al costo della vita.
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