Mesi di indagini, tra analisi del DNA, filmati delle telecamere e pedinamenti. Tanto c’è voluto per chiudere il cerchio attorno al ladro che, nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2025, aveva rubato a Vigna Clara l’auto a Rita Dalla Chiesa, per poi, impaurito dal clamore, restiturla (di nascosto) un paio di giorni dopo.
Il furto a Vigna Clara nel maggio 2025, l’appello social di Rita Dalla Chiesa per riavere l’auto: ora la svolta. Ecco come i carabinieri dopo un anno hanno incastrato il ladro
Si tratta di un 42enne filippino con precedenti per droga e reati contro il patrimonio indentificato quattro mesi quello strano colpo. Ora è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Roma Paola Patti per il concreto pericolo di fuga. A incastrarlo è stata una clamorosa disattenzione: una bottiglietta d’acqua lasciata nell’abitacolo.
Il raid nella notte a Roma Nord
La vicenda si consuma in via Ronciglione, in un comprensorio signorile di Roma Nord. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della stazione di Ponte Milvio, il ladro entra in azione intorno alle 3:30 di notte. Dopo aver manomesso la serratura del cancello automatico d’ingresso, si introduce nella zona dei box.
Qui punta la vettura della nota conduttrice televisiva: una Nissan Micra custodita in un garage lasciato aperto. Non si tratta di una macchina qualsiasi, ma di un veicolo dal profondo valore affettivo, ricevuto in regalo dall’ex marito Fabrizio Frizzi. Prima di fuggire a bordo dell’auto, il ladro cannibalizza anche una Smart Fortwo bianca in un box adiacente, portando via tutti e quattro gli pneumatici e lasciando sul posto un cacciavite e un morsetto.
Il “pentimento” e il mistero della restituzione

Poche ore dopo la scoperta del furto, Rita Dalla Chiesa lancia un accorato appello sui social network per riavere la vettura. Il clamore mediatico spaventa il ladro.
Il 5 maggio, appena due giorni dopo il colpo, la conduttrice avvisa i carabinieri: la Nissan Micra è riapparsa, parcheggiata proprio davanti al cancello della rampa dei garage.
Quello che sembrava il gesto di un “ladro gentiluomo” si trasforma però in un errore fatale. Durante il sopralluogo, i militari dell’Arma trovano all’interno dell’abitacolo una bottiglietta d’acqua dimenticata. Il reperto viene inviato al Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) per isolare le tracce biologiche.
La svolta scientifica e l’arresto
I filmati delle telecamere di sorveglianza avevano ripreso l’uomo sia durante il furto sia al momento della riconsegna, ma l’oscurità e la qualità delle immagini rendevano impossibile l’identificazione. La svolta arriva il 29 agosto 2025: l’inserimento del profilo genetico nella banca dati della Pubblica Sicurezza dà esito positivo. Il DNA sulla bottiglietta appartiene al 42enne.
I successivi riscontri non lasciano dubbi. Le foto sul cellulare nel frattempo arrestato per altri reati, al 42enne viene sequestrato lo smartphone il 20 maggio 2025. Tra i file in memoria spuntano le foto degli pneumatici della Smart rubati alla vicina di casa della conduttrice.L’uomo si trovava già ai domiciliari ma con una condotta recidiva.
A luglio era stato fermato in strada alla guida di uno scooter rubato e con cinque grammi di metanfetamina, reato che a dicembre gli era valso una condanna per evasione. Il provvedimento del gip ha ora aperto per lui le porte del carcere.


















