Maxi operazione di polizia al Laurentino 38: nel mirino case e il centro sociale L38 Squat (VIDEO)

Maxi operazione di polizia al Laurentino 38 per lo sgombero di un centro sociale

Maxi operazione di polizia al Laurentino 38 dove sono stati sgombrati circa 900 metri quadrati di spazi riservati ad abitazioni oppure a locali commerciali occupati e in situazione di grave degrado.

Maxi operazione di polizia al Laurentino 38 per lo sgombero di abitazioni e di un centro sociale

All’intervento, coordinato dalla Questura di Roma, hanno preso parte anche gli agenti della polizia locale di Roma Capitale appartenenti al Gruppo Eur, al Gruppo sicurezza pubblica (Spe) ed emergenziale e al Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana (Gssu).

Lo sgombero, condotto dalla Digos, si è concentrato sul centro sociale L38 Squat  situato in via Domenico Giuliotti, nel quartiere popolare alla periferia meridionale della metropoli.

Sul posto sono presenti anche funzionari dell’Ater e pattuglie dei carabinieri. Le forze dell’ordine hanno concentrato la loro attenzione tra il quinto e il sesto ponte del Laurentino 38 oggetto di una denuncia presentata nel 2023 da parte di Ater per ottenere lo sfratto degli occupanti abusivi dai locali di proprietà pubblica.

Si è trattato di un’azione preannunciata che si sta verificando senza disordini da parte degli attivisti di cui è presente sul luogo una sparuta rappresentanza costituita da una ventina di persone.

Tuttavia nel quartiere si è alzata la protesta di chi in quei locali ha anche vissuto e trovato alloggio da molto tempo.

Davanti a noi -protestano i residenti interessati- il cantiere Ater del quinto ponte: case per cui abbiamo lottato con chi abita in quartiere, case che ancora restano vuote e incompiute. Da oggi vogliono distruggere anche le case dove siamo cresciuti, dove è passata gente da ogni parte del mondo, case che abbiamo costruito e curato giorno per giorno”.

L’operazione

L’intervento, iniziato puntualmente alle ore 7:00, è stato coordinato dal Dirigente del IX Distretto Esposizione e ha visto una sinergia operativa tra Polizia di Stato, Polizia Locale di Roma Capitale e vari enti assistenziali.

Una “cinturazione” strategica

Per garantire il corretto svolgimento delle operazioni e la tutela dei cittadini, le autorità hanno predisposto una “cinturazione” dell’area.

Sono stati istituiti varchi di accesso controllati per perimetrare i lotti interessati e regolare i flussi stradali. Un’organizzazione meticolosa che ha permesso di non paralizzare il quartiere: la vivibilità ordinaria per residenti e commercianti è stata infatti preservata per tutta la durata dell’intervento.

Particolare attenzione è stata rivolta alle aree verdi contigue. Qui sono state schierate le unità a cavallo della Questura di Roma in assetto da ordine pubblico.

La presenza di questo specifico reparto ha garantito un presidio discreto ma efficace, senza impedire l’accesso degli spazi pubblici ai cittadini.

Bonifica e inagibilità: il ruolo di ATER

Una volta all’interno dello stabile sono intervenuti i tecnici dell’ATER. L’obiettivo non era solo lo sgombero, ma la prevenzione di future occupazioni.

Gli operai hanno avviato una serrata attività di bonifica, procedendo all’abbattimento delle murature interne per rendere il sito inagibile.

Queste misure di carattere “strutturale” hanno fatto da preludio ai futuri processi di riqualificazione edilizia già pianificati dall’ente. Al termine dei lavori, l’intero perimetro è stato blindato con sistemi di allarme antintrusione di ultima generazione, mentre Acea e Areti hanno provveduto alla messa in sicurezza degli impianti idrici ed elettrici.

La protesta e il supporto sociale

Al momento dell’irruzione, i locali risultavano vuoti. Tuttavia, la tensione si è spostata all’esterno: un gruppo di circa dieci attivisti del centro sociale “Laurentino 38” si è radunato sul lastrico solare dello stabile in segno di protesta. Nel corso della mattinata, il numero dei manifestanti è cresciuto fino a circa 80 persone, posizionate sotto i ballatoi in prossimità degli accessi.

Nonostante il clima di mobilitazione, non si sono registrati scontri. Un successo operativo dovuto anche alla gestione integrata dei vari profili.

La Sala Operativa Sociale di Roma Capitale è intervenuta per fornire assistenza a una donna in condizioni di fragilità, estranea al centro sociale, trovandole immediatamente una soluzione alloggiativa dignitosa.

Un modello di gestione integrata

L’operazione odierna si distingue per la collaborazione multidisciplinare: dai profili sanitari curati dall’ASL Roma 2 alla logistica di AMA, fino alla gestione socio-assistenziale.

Le Forze dell’ordine hanno monitorato ogni fase senza rilevare criticità, restituendo un pezzo di quartiere alla legalità e gettando le basi per la sua futura rinascita urbana.