Si chiama The Trauma Show ed è il talent riservato agli attori nel mondo del teatro. Il format che unisce performance, racconto personale e riflessone sociale ha la direzione artistica di Maria Vittoria Casarotti Todeschini che l’ha sviluppato insieme all’ideatrice Francesca Nunzi ed Eonica Group che sponsorizza e produce il progetto, e si basa sulla selezione di attori e performer che portano in scena storie personali e momenti di fragilità per condividerli con il pubblico.
Nasce a Roma The Trauma Show, il talent che offre ai giovani attori la chance di esibirsi di fronte a una giuria qualificata
L’iniziativa è patrocinata dall’Università per la Pace di Roma, sede di un più ampio contesto formativo creato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Onu) nel 1980 e che di recente ha attivato una specifica Facoltà di Intelligenza Artificiale focalizzata su tecnologie capaci di favorire la coesistenza tra i popoli. che ha sponsorizzato il ciclo di eventi.
The Trauma Show punta a dare spazio e visibilità ai tanti attori e attrici dai vent’anni in sù, parte di una generazione che ha tanto da esprimere in termini di qualità personali ma che ha difficoltà a trovare palcoscenici su cui esibire la propria creatività.
La prima edizione di un format che ha riscosso successo e punta a espandersi ha riscosso oltre mille adesioni sfociate nella selezione di un ristretto gruppo di esordienti che si sono esibiti presso il Teatro Garbatella di fronte a una giuria qualificata.
Tra i componenti della commissione casting director come Annamaria Sambucco, Armando Pizzuti, Flavia Toti Lombardozzi, Anna Pennella, Florinda Martucciello, Laura De Storbel, Marco Matteo Donat-Cattin e Federica Baglioni, registi del calibro di Enrico Maria La Manna, Marco Simeoli, Marcello Cotugno, Stefano Cipani ed Emanuele Imbucci. A completare la lista dei giurati l’Acting Coach Aurin Proietti e lo sceneggiatore Stefano Sardo.
Attraverso il contest sono stati selezionati due vincitori per ognuna delle serate in programma scegliendo tra monologhi che hanno spaziato tra generi molto diversi tra loro variando dal comico a drammatico.
E questo perché il trauma, fatto di storie che mettono in luce fragilità, cadute, ferite ricordi e rinascite può anche trasformarsi in ironia, paradosso e comicità in cui gli anche spettatori possano riconoscersi.
Sullo stile di quanto avveniva negli Anni Ottanta e Novanta i performer hanno incontrato il pubblico prima dello spettacolo per uno scambio di idee e pensieri sui temi oggetto delle rappresentazioni nell’ambito di scenografie basate, per esempio, sull’impiego di scatole di carta riciclata per attrarre l’attenzione sui temi della sostenibilità ambientale.

















