È iniziato ieri a Roma il processo a carico di Massimiliano Mori, blogger anarchico al centro delle indagini per la gestione di portali dedicati alla diffusione di propaganda anarchica e azioni violente.
Blogger anarchico sotto processo a piazzale Clodio per siti che diffondevano propaganda e rivendicazioni
Mori, romano 58 anni, arrestato nel giugno scorso dai Ros dei carabinieri, è imputato per istigazione a delinquere in concorso e continuata, con le aggravanti di aver promosso e fatto apologia di reati di terrorismo tramite strumenti informatici e telematici.
Secondo l’accusa, Mori ha gestito due portali – www.infernourbano.altervista.org e www.infernourbano.noblogs.org – che tra il 2022 e il 2024 sono diventati canali di diffusione di rivendicazioni di azioni violente e propaganda anarchica, anche tramite dei testi tradotti da più lingue o locandine sull’organizzazione e la programmazione di manifestazioni non autorizzate.
Il primo testimone un maggiore del Ros che ha tracciato il profilo dell’imputato, evidenziando le sue frequentazioni con attivisti come il filosofo anarchico Michele Fabiani (ex compagno di Sara Ardizzone, l’anarchica morta a Roma nell’esplosione del Parco degli Acquedotti) e il circolo anarchico “La Faglia” di Foligno.
L’attentato alla Hertz

Citati dall’investigatore anche gli attentati poi rivendicati sui due siti gestiti da Mori, come quello contro le auto della Hertz, avvenuto a Roma, in via Appia Nuova, nella notte di Capodanno 2023 nel parcheggio della società sull’Appia Nuova.
Quell’attentato, rivendicato dagli anarchici in favore dell’anarchico greco Thanos Chatziangelou, all’epoca detenuto e in sciopero della fame e della sete, portò alla distruzione di 25 vetture della società che riforniva di mezzi la polizia greca.
“I siti riconducibili all’indagato – come riportava l’ordine di arresto – fungono da vera cassa di risonanza degli attentati e dei comunicati di carattere internazionale facilitando così gli scambi di informazioni tra organizzazioni”, anche per le azioni a favore di Alfredo Cospito.
Gli inquirenti sottolineano come i siti gestiti da Mori abbiano funzionato da cassa di risonanza per comunicati e rivendicazioni internazionali, facilitando lo scambio di informazioni tra cellule anarchiche legate alla Fai (Federazione anarchica informale) e all’Rfi (Fronte rivoluzionario internazionale), entrambe considerate estremamente pericolose.


















