Si terranno domani, venerdì 27 marzo, alle ore 14, in chiesa a Roma i funerali di Sara Ardizzone, l’anarchica di 35 anni deceduta giovedì scorso insieme al compagno Alessandro Mercogliano, 53 anni, nell’esplosione di un ordigno che stavano confezionando in un casolare del Parco degli Acquedotti.
Funerali a Roma per Sara Ardizzone, morta nell’esplosione di un ordigno insieme al compagno; proseguono le indagini e il Questore vieta il presidio commemorativo
La cerimonia di addio si svolgerà nella chiesa di Santa Teresa d’Avila a Corso d’Italia 37, nei pressi di Piazza Fiume.
Al termine del rito religioso, fortemente voluta dalla famiglia, il corteo si dirigerà verso il cimitero di Prima Porta per la tumulazione. I compagni di Sara hanno annunciato che, successivamente, le dedicheranno un saluto “coerente con le sue convinzioni e il suo percorso di vita”.
Omaggio e striscioni
All’alba di ieri, nei pressi della parrocchia di San Policarpo, in piazza Aruleno Celio Sabino, di fronte all’ingresso del Parco degli Acquedotti, è comparso, intanto, uno striscione con la scritta: “Sguardo fiero come la rivoluzione, Sara vive”.
Indagini in corso
La procura di Roma, intanto, sta approfondendo le circostanze della morte dei due anarchici, ritenuti vicino al gruppo pro Alfredo Cospito, per verificare eventuali complici nella vicenda.
Divieto di presidio anarchico
Per domenica era stato annunciato un presidio anarchico alle 9.30 all’incrocio tra via Lemonia e circonvallazione Tuscolana, con l’intento di deporre fiori sul luogo dove i due sono morti.
Tuttavia, il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha disposto il divieto della manifestazione. Il provvedimento – secondo quanto riferito con una nota ufficiale della Questura – è motivato dalla necessità di tutelare l’integrità dei luoghi dell’esplosione ai fini delle indagini, in conformità con il sequestro disposto dall’Autorità Giudiziaria, e per prevenire spostamenti verso il casale teatro dell’incidente.
Un ricordo di Sara Ardizzone

A ricordarla anche i tifosi del Perugia_football_elite: “Abbiamo aspettato, perché non sapevamo se scrivere e cosa scrivere. Sara, la ragazza morta nella tragica esplosione di Roma, era la figlia di Peppe, uno di noi, compagno di mille bevute, di innumerevoli partite vissute spalla a spalla nel parterre, di tante trasferte affrontate insieme”.
“Sara era nata a Roma, ma ha vissuto l’adolescenza e la prima giovinezza a Perugia ed era una perugina. La ricordiamo giovane ribelle, birretta in mano e sciarpa biancorossa al collo, in Curva Nord, che seppur per poco è stata anche la sua curva”.
“La sua tragica storia – aggiungono gli ultras del Perugia – ci ricorda che qualsiasi lotta, giusta o sbagliata, costa, non è un gioco e che le battaglie si affrontano sul serio, in prima linea e senza compromessi”.
Le battaglie per il diritto alla casa
Impegnata a Roma in diverse battaglie per il diritto alla casa (in un caso è anche stata processata e assolta), la 36enne era in prima linea contro il 41bis, regime detentivo inflitto a Cospito e definito come “tortura”.


















