Guardia giurata derubata dell’arma dopo una notte di “fuoco”: pistola ritrovata in casa di un pregiudicato 

Quattro persone coinvolte nel giro criminale nato dall'adescamento della guardia e dalla gestione della "restituzione" della pistola ritrovata senza 3 proiettili

Una serata trascorsa in compagnia di due 21enni si è trasformata in un incubo per una guardia giurata romana di 25 anni, che al suo risveglio, si è accorto della sparizione della sua pistola d’ordinanza, una Glock calibro 9×21.

Quattro persone coinvolte nel giro criminale nato dall’adescamento della guardia e dalla gestione della “restituzione” della pistola ritrovata senza 3 proiettili

Doveva essere una serata di fuoco, ma si è trasformata in un’operazione della forze dell’ordine con quattro indagati e un’arma rubata. E’ la sintesi della vicenda vissuta da una guardia giurata romana di 25 anni, che dopo aver ospitato nella propria abitazione due giovani donne, si è accorto che la pistola in dotazione di servizio era svanita nel nulla.

La denuncia presentata ai Carabinieri della Stazione Roma Prenestina ha dato il via a un’indagine lampo che ha portato gli investigatori fin dentro il vaso di un balcone in via Cipriano Facchinetti, dove la pistola era stata frettolosamente occultata.

Il furto dopo la serata in compagnia

Tutto ha inizio quando il vigilante, al termine della permanenza delle due 21enni romane in casa sua, nota l’assenza della sua Glock calibro 9×21. Le sospettate si erano già allontanate, quando la vittima, ha ricevuto una loro chiamata in cui ha intuito il raggiro, e si è subito rivolto ai militari per fornire la sua ricostruzione dei fatti e ogni elemento utile.

Tra questi, le ultime e fondamentali, registrazioni telefoniche, che hanno permesso ai Carabinieri di riconoscere una voce maschile in sottofondo: era quella di un 20enne già noto alle forze dell’ordine e sottoposto ai domiciliari. L’uomo, nonostante il braccialetto elettronico, sembrava voler gestire la trattativa per la restituzione della pistola sottratta.

Il ritrovamento nel vaso sul balcone

I Carabinieri a quel punto, hanno fatto scattare immediatamente una perquisizione d’urgenza presso l’abitazione del giovane sospettato, e nonostante i tentativi di depistaggio, sono arrivati ad ispezionare minuziosamente ogni angolo, arrivando sul balcone dell’appartamento.

Qui, letteralmente interrata dentro un vaso e avvolta in una busta di cellophane, è stata rinvenuta la pistola completa di caricatore del vigilante, nel quale rispetto agli otto proiettili originariamente denunciati dalla guardia giurata, ne sono stati recuperati solo cinque, segno che l’arma potrebbe aver subito dei passaggi di mano o manipolazioni nelle ore precedenti.

Droga e arresti in famiglia

L’operazione non si è limitata al solo recupero dell’arma da fuoco. All’interno della stessa abitazione, il fratello ventunenne del principale indagato è stato trovato in possesso di 11 grammi di hashish, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Mentre il ventenne è finito nel carcere di Regina Coeli per ricettazione aggravata e detenzione della pistola, il fratello è stato arrestato per spaccio e le due donne, rintracciate poco lontano dal luogo della perquisizione, sono state denunciate a piede libero per furto aggravato in concorso.

La posizione della guardia giurata

Se da un lato l’arma è stata recuperata, la vicenda non si conclude con il ritorno del maltolto. L’Autorità competente sta ora vagliando attentamente la posizione amministrativa del giovane vigilante. Restano infatti da chiarire elementi riguardo alla custodia della pistola all’interno dell’abitazione. L’uomo ora rischia sanzioni amministrative e la sospensione della licenza per porto d’armi.