Le luci colorate di San Valentino sono state oscurate dal blu dei lampeggianti dei soccorsi nella serata di sabato 14 febbraio, quando una ragazza di soli 16 anni è stata centrata in pieno da un’auto mentre attraversava via Casilina.
L’incidente della 16enne riaccende le polemiche sul tratto “maledetto” della Casilina: cittadini divisi su installazione di un semaforo a chiamata per fermare le auto che sfrecciano
L’impatto è avvenuto proprio in corrispondenza delle strisce pedonali che servono la fermata della Metro C “Borghesiana”, un punto che i residenti hanno ormai ribattezzato “maledetto” per la frequenza sistematica con cui avvengono sinistri stradali.
La giovane è stata soccorsa immediatamente dal personale del 118, tra le grida dei passanti e la rabbia di chi, da anni, denuncia la scarsa sicurezza di quel tratto di strada dove l’alta velocità dei veicoli incrocia il flusso continuo dei pendolari in uscita dalla stazione sotterranea.
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Il fallimento della nuova segnaletica luminosa
L’aspetto più eclatante della vicenda risiede nel fatto che l’incidente è avvenuto nonostante i recenti interventi di messa in sicurezza. Di recente, infatti, era stato installato un sistema di attraversamento pedonale luminoso, progettato proprio per allertare gli automobilisti della presenza di pedoni nel buio della via Casilina.
Tuttavia, i fatti di sabato scorso dimostrano che la luce non basta se non è accompagnata da un deterrente fisico o sanzionatorio. Il tratto in questione presenta una conformazione che a dire dei residenti, incoraggerebbe la velocità e, come sottolineato da molti, anche il muro del parcheggio della metro, costruito in modo poco funzionale, limita drasticamente la visibilità per chi proviene in auto, rendendo quasi impossibile accorgersi di un pedone che inizia l’attraversamento finché non è ormai troppo tardi.
Il fronte del no tra viabilità e infrastrutture
Mentre la rabbia per la ragazza investita è unanime, le soluzioni proposte dividono profondamente la cittadinanza. Molti utenti, specialmente attraverso i canali social, hanno espresso una forte contrarietà all’ipotesi di installare nuovi semafori.
La preoccupazione principale riguarda la già critica viabilità della via Casilina: inserire un semaforo a chiamata a pochi metri da uno già esistente significherebbe, secondo i detrattori, condannare migliaia di pendolari a code infinite, poiché con l’alto flusso della metro il segnale sarebbe praticamente sempre rosso.
Questo, mentre alcuni suggeriscono che la soluzione non sia fermare il traffico, ma realizzare passerelle pedonali o applicare multe pesanti tramite autovelox, contestando la logica di chiedere più sicurezza e contemporaneamente osteggiare i limiti di velocità a 30 km/h nelle zone urbane più trafficate.
Le richieste di interventi estesi ai quartieri limitrofi
L’eco dell’incidente di Borghesiana ha raggiunto rapidamente anche altre zone del Municipio VI, dove la situazione non appare meno drammatica. Diversi genitori e residenti di Torre Angela hanno segnalato una criticità identica davanti alla scuola di via Merope. Anche lì, secondo le testimonianze, gli automobilisti ignorano sistematicamente le strisce pedonali, “facendo finta di non vedere” chi aspetta di attraversare.
La richiesta di protezione è ormai trasversale: il timore di nuovi decessi, dopo quelli già avvenuti in passato, sta spingendo i cittadini a chiedere interventi d’urgenza non solo sulla via Casilina, ma in ogni nodo nevralgico dove il diritto alla mobilità dei pedoni viene costantemente calpestato dalla prepotenza dei veicoli a motore.
“La vita umana viene prima della viabilità”
A fronte della gravità degli eventi, il Consigliere della Lega del Municipio VI Emanuele Licopodio, ha presentato una richiesta urgente indirizzata al Gabinetto del Sindaco e agli assessorati competenti per l’installazione immediata di un impianto semaforico pedonale a chiamata in corrispondenza della fermata Metro C.
Licopodio ha evidenziato come in quel tratto si registrino incidenti con cadenza praticamente settimanale, alcuni dei quali con esito mortale:
“La sicurezza dei cittadini deve avere priorità assoluta su ogni logica di scorrimento del traffico – ha sottolineato – se la misura comporterà rallentamenti, sarà un prezzo necessario da pagare per tutelare la vita” – nella nota del consigliere dove si legge che l’attuale segnaletica non è sufficiente a garantire il rallentamento dei flussi e per cui è stato richiesto un sopralluogo tecnico per valutare il posizionamento del nuovo impianto.


















