Nuova e violenta aggressione nel carcere di Roma Rebibbia. Nella serata di ieri, domenica 16 febbraio, un detenuto dopo un breve tafferuglio con compagni di cella ha aggredito sette agenti della polizia penitenziaria all’interno del Nuovo Complesso della casa circondariale.
L’aggressione al Nuovo Complesso: gli agenti trasportati in ospedale
L’episodio si è verificato in circostanze che restano ancora da chiarire. Secondo le prime informazioni, tutti gli agenti coinvolti sono stati soccorsi e accompagnati negli ospedali della Capitale con ambulanze e mezzi dell’amministrazione penitenziaria.
A riportare le conseguenze più serie sono stati due assistenti capo coordinatori, per i quali i medici hanno disposto prognosi comprese tra i 30 e i 40 giorni. Gli altri cinque agenti hanno riportato lesioni giudicate dai tre ai venti giorni.
Sull’accaduto è intervenuto il segretario generale dello Snalppe, che ha espresso “sdegno e ferma protesta“, parlando dell’ennesima aggressione ai danni del personale in servizio a Rebibbia.
Sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e valutare eventuali provvedimenti.
Le lesioni gravi
Tra i traumi riscontrati colpi al volto, la frattura di una spalla e un trauma cranico. Il detenuto, di origine sudamericana ma nato a Roma, è statopoi contenuto e posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.
Secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, nell’istituto romano sono attualmente presenti circa 1.670 detenuti, con un esubero di oltre 600 unità rispetto alla capienza regolamentare: ben 550 gli stranieri ristretti.
A ciò si aggiunge una carenza di circa 200 unità di personale di Polizia Penitenziaria, una condizione che – evidenzia il sindacato – espone quotidianamente gli operatori a rischi elevatissimi.
Garau: “E’ una escalation di violenza”
Garau Gianluca del sindacato CNPP-SPP interviene con fermezza: “Non possiamo più parlare di episodi isolati. Siamo di fronte a un’escalation che mette quotidianamente a rischio l’incolumità degli agenti.
Il personale opera in condizioni estreme, con turni massacranti e carenze strutturali ormai croniche. Ogni aggressione rappresenta il fallimento di un sistema che non tutela chi garantisce sicurezza allo Stato”.
Solo pochi giorni fa altra aggressione
Un episodio analogo si era verificato il 6 febbraio scorso, quando un ventenne egiziano arrestato per droga e resistenza, durante le procedure di immatricolazione al Nuovo Complesso di Rebibbia, è andato in escandescenze per evitare l’ingresso in carcere.
Nel corso dell’aggressione rimasero feriti due carabinieri e un agente della polizia penitenziaria, colpito anche con morsi.


















