Detenuto aggredisce carabinieri e poliziotto appena entra a Rebibbia: agente morso e fratturato

L’aggressione è avvenuta a Rebibbia durante le procedure di ingresso: due carabinieri presi a pugni e un agente della polizia penitenziaria al pronto soccorso con un mese di prognosi

L'ingresso del carcere

Non voleva finire in carcere, così quando è stato accompagnato al gabbiotto all’ingresso di Rebibbia per l’immatricolazione e l’ingresso è trasceso in una escalation di violenza. I bilancio due carabinieri e un agente della polizia penitenziaria feriti, quest’ultimo preso anche a morsi.

L’aggressione è avvenuta a Rebibbia durante le procedure di ingresso: due carabinieri presi a pugni e un agente della polizia penitenziaria al pronto soccorso con un mese di prognosi

Protagonista un ventenne egiziano arrestato per droga e resistenza a pubblico ufficiale e tradotto a Rebibbia Nuovo Complesso nel pomeriggio di venerdì 6 febbraio.

Secondo quanto riportato dal sindacato Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria), le violenze sono esplose prooprio durante le procedure di ingresso e collocazione in camera di sicurezza.

Appena gli sono state rimosse le manette, il detenuto ha colpito i carabinieri con pugni al volto. È intervenuto un assistente capo della polizia penitenziaria, che a sua volta è stato morso al polpaccio e malmenato. Il poliziotto è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso del policlinico Umberto I, dove è stato dimesso con una prognosi di trenta giorni anche per la frattura di un polso.

Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, definisce l’episodio come “la fotografia di un sistema che sta collassando”: “Un detenuto entra in carcere nel Nuovo Complesso di Rebibbia e, appena tolte le manette, aggredisce due carabinieri e un agente. Questa è la ‘normalità’ nelle carceri italiane. Telecamere, circolari e parole di circostanza non proteggono nessuno. Servono atti concreti, responsabilità e misure immediate“.

Il sindacato: “La pazienza è finita”

Quanto accaduto durante le operazioni di immatricolazione è un fatto gravissimo e intollerabile”, il commento di Gianluca Garau delegato regionale Lazio del Sindacato di Polizia Penitenziaria.

Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza che dimostra come lo Stato stia lasciando soli i propri uomini in divisa. È inaccettabile – aggiunge – che chi viene arrestato continui a comportarsi da padrone, aggredendo chi rappresenta la legalità, mentre il personale è costretto a operare in condizioni di cronica emergenza, carenze di organico, strutture inadeguate e norme che tutelano più gli aggressori che gli operatori.

La pazienza è finita. Non basta più la solidarietà di circostanza: servono provvedimenti immediati, regole più rigide, strumenti adeguati e una reale tutela giuridica per carabinieri polizia penitenziaria e tutte le forze dell’ordine. Ogni aggressione deve avere conseguenze certe e immediate”.

Non è l’unico caso registrato a Rebibbia Nuovo Complesso, di recente anche un altro poliziotto è stato malmenato.