Il Carnevale approda a teatro: dieci giorni di spettacoli gratuiti a Roma dedicati a un buffone shakespeariano

Lo spirito shakespeariano alla conquista dei teatri e musei di Roma: scopri il programma del festival gratuito che celebra la libertà creativa del Carnevale

La Capitale non si limita a celebrare il Carnevale con maschere e sfilate, ma sceglie di dare voce alla libertà dello spirito e alla gioia della creatività, con un festival che trasformerà il buffone shakespeariano Yorick in un generatore di vitalità, portando un teatro scoppiettante laddove solitamente regna il silenzio della contemplazione museale.

Lo spirito shakespeariano alla conquista dei teatri e musei di Roma: scopri il programma del festival gratuito che celebra la libertà creativa del Carnevale

L’invasione pronta a rompere gli schemi, invitando il pubblico a riscoprire il patrimonio storico-artistico attraverso la lente deformante e rivelatrice della scena, si svolgerà dal 7 al 17 febbraio 2026, grazie allo Yorick Festival ideato e diretto da Leonardo Petrillo.

La manifestazione

Le radici di questa manifestazione affondano nel 2013, anno dell’esordio del “Festival dei Festival”, un progetto nato con l’ambizione di creare una piattaforma condivisa per l’innovazione e lo scambio culturale.

Nel corso degli anni, questa intuizione si è evoluta fino a diventare lo Yorick Festival attuale, una produzione del Teatro di Roma – Teatro Nazionale che vanta collaborazioni prestigiose con il Teatro Stabile di Torino, il Teatro Biondo di Palermo e il Fringe Italia Off. Sotto il patrocinio della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il festival si è consolidato come un ponte tra le eccellenze italiane e i circuiti internazionali, promuovendo una circolazione della drammaturgia che dialoga costantemente con le tradizioni carnascialesche di tutto il mondo.

L’esordio internazionale a Palazzo Esposizioni

Il sipario si alzerà il 7 e l’8 febbraio nella maestosa cornice di Palazzo Esposizioni, situato in Via Nazionale 194. Ad aprire le danze è la produzione rumena “Viața mea din flori”, diretta da Gavriil Pinte.

Lo spettacolo vede protagonista Florin Coșuleț, accompagnato da un ensemble acustico composto da fisarmonica, clarinetto e contrabbasso. Questa performance in lingua rumena immerge lo spettatore in un’atmosfera sospesa, dove la musica diventa il filo conduttore di una narrazione floreale e malinconica. La scelta di uno spazio così monumentale per un’opera così intima sottolinea la volontà della direzione artistica di creare cortocircuiti emotivi tra architettura e narrazione.

Le confessioni dell’anima tra Palazzo Altemps e Palazzo Braschi

Il festival prosegue il 9 febbraio a Palazzo Altemps, in Piazza di Sant’Apollinare 46, con la Compagnia Amaranta Indoors che presenta “Quell’attimo di beatitudine”. Christian di Filippo porta in scena una riflessione sulla ricerca della felicità, avvolto dalle luci di Adriano Antonucci e dalle musiche di Elio D’Alessandro.

Contemporaneamente, il 9 e 10 febbraio, Palazzo Braschi in Piazza San Pantaleo 10 accoglie “Ulisse inside”. Salvo Piparo, accompagnato dalle musiche dal vivo di Michele Piccione, esplora i meandri della mente dell’eroe omerico, trasformando il museo che si affaccia su Piazza Navona in un’isola di miti e leggende popolari siciliane in dialogo con l’universalità del viaggio.

Shakespeare e Casanova: Il cuore del festival tra il centro e Torlonia

Il secondo fine settimana vede protagonista l’eredità shakespeariana e la figura del seduttore per eccellenza. Il 12 e 13 febbraio si torna a Palazzo Altemps per “At Home With Will Shakespeare”, dove Pip Utton, maestro del teatro anglosassone, interpreta il Bardo in lingua inglese in un incontro ravvicinato e quasi domestico.

Nelle stesse date, e fino al 15 febbraio, l’azione si sposta nella cornice più classica ma altrettanto suggestiva del Teatro Torlonia, situato all’interno di Villa Torlonia in Via Spallanzani 1.

Qui va in scena “Casanova ½”, scritto e diretto dallo stesso Leonardo Petrillo. Lo spettacolo indaga la dualità del mito veneziano, tra desiderio e solitudine, con un cast che vede impegnati Matteo Palazzo, Carolina Sisto e Vanessa Cremaschi. (Unico spettacolo con biglietto a pagamento).

Il gran finale al Macro

La chiusura della manifestazione è affidata al Macro, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma situato in Via Reggio Emilia 54. Il 16 e 17 febbraio, Philippe Nicaud dirige e interpreta “Othello”, una rilettura del dramma della gelosia in lingua francese proposta dalla Compagnie Theatrale Francophone.

L’ambientazione post-industriale e moderna del Macro funge da perfetto contrappunto alla classicità del tema trattato, chiudendo il cerchio dello Yorick Festival all’insegna di una visione che guarda al futuro senza dimenticare le radici. Tutti gli spettacoli nei musei sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, rendendo l’arte un bene realmente accessibile e condiviso per l’intera cittadinanza.