Al Grassi di Ostia in arrivo la radioterapia, stop al pendolarismo per i pazienti

Con l'apertura dell'ambulatorio di radioterapia l'ospedale Grassi diventerà un punto di riferimento per i pazienti oncologici del litorale e oltre, riducendo i disagi del pendolarismo sanitario

L'ospedale Grassi

L’ospedale Grassi di Ostia si prepara ad attivare un centro di radioterapia, una risorsa vitale per i pazienti oncologici costretti ora al pendolarismo per curarsi. L’ambulatorio di radioterapia potrebbe essere pronto entro un anno e mezzo.

Con l’apertura dell’ambulatorio di radioterapia l’ospedale Grassi diventerà un punto di riferimento per i pazienti oncologici del litorale e oltre, riducendo i disagi del pendolarismo sanitario

Per far fronte all’emergenza, l’Asl Roma 3 ha inviato alla Regione Lazio uno studio di fattibilità per l’installazione di un nuovo servizio di radioterapia presso l’ospedale Grassi ed ha ottenuto un finanziamento di 8,7 milioni di euro.

Al momento, infatti, solo il 18% delle prestazioni radioterapiche necessarie per i residenti dell’Asl Roma 3 vengono effettuate all’interno del territorio di riferimento, mentre l’82% dei pazienti è costretto a ricorrere a centri esterni.

La Asl Roma 4 e Roma 5 per ora restano sprovviste

La situazione è ancor più critica per i residenti delle Asl Roma 4 e Roma 5, che non hanno nemmeno una struttura di radioterapia a disposizione.

In particolare, nelle Asl Roma 4 e Roma 5, ben 800.000 residenti sono costretti a spostarsi quotidianamente per ricevere le cure, viaggiando anche per decine di chilometri. Un fenomeno che ha portato nel 2024 a ben 303.642 prestazioni radioterapiche eseguite “in trasferta”, fuori dai confini della propria Asl, con evidenti disagi logistici e psicologici per i pazienti.

Il problema, infatti, non è solo la distanza, ma anche il pesante carico economico e emotivo che il pendolarismo oncologico comporta.

È un dato che – come riporta Antonio Sbraga su Refert – emerge chiaramente dai numeri: nel Lazio, nel 2024, sono state erogate quasi 2 milioni di sedute di radioterapia, ma il 15% di queste (circa 303.000) sono state fatte fuori dalle Asl di Roma 4 e Roma 5, le uniche due senza alcuna struttura pubblica o privata dedicata.

Le prestazioni radioterapiche richieste dai residenti di queste zone, infatti, sono tutte svolte in altre strutture della regione, costringendo i pazienti a viaggiare verso uno dei 25 centri di radioterapia attivi, di cui 16 a Roma e i restanti sparsi nel Lazio.