
ll 12 gennaio 2026, chi utilizza la Metromare si è trovato davanti a una giornata segnata da traffico a singhiozzo, fermate improvvise e forti disagi lungo tutta la tratta.
Stop ripetuti lungo tutta la tratta della Metromare, frustrazione dei pendolari e difficoltà di mobilità durante la giornata di lunedì
Già dalle prime ore del mattino, i pendolari hanno vissuto una mobilità incerta e frammentata con lunghe attese e difficoltà nel raggiungere lavoro, scuola o appuntamenti, aumentando la frustrazione generale tra i viaggiatori.
Nel dettaglio, la mattinata è iniziata con un primo stop intorno alle 6.30 a Vitinia: un problema alla linea aerea ha bloccato i convogli, costringendo passeggeri a restare fermi senza informazioni tempestive.
Nello specifico, la sospensione ha generato attese prolungate sulle banchine, mentre molti cercavano di capire se fosse possibile salire su bus alternativi o taxi, in un caos che ha reso evidente quanto la situazione stesse rapidamente fuori controllo, al momento non è dato sapere se ci siano in azione i bus sostitutivi.
Dopo circa due ore, o poco meno, la Metromare ha subito un secondo stop, questa volta con conseguenze dovute, molto probabilmente alle condizioni invernali (ghiaccio sui binari) e possibili difficoltà legate alle infrastrutture, dato che sembrerebbe esserci ancora un problema tecnico in corso a livello di linea aerea.
Il traffico ferroviario é rimasto attivo “a singhiozzo” con fermate frequenti, costringendo i treni a interrompere più volte il loro percorso, rivivendo una mattinata “Alla Ugo Fantozzi”, ma con la Metromare al posto del celebre tram.
I pendolari presenti hanno descritto scene di confusione e malcontento crescente, con annunci poco chiari e informazioni spesso arrivate in ritardo.
Tra i racconti raccolti, molti viaggiatori hanno segnalato come le sequenze di stop improvvisi e i rallentamenti abbiano generato tensione, rabbia e scompiglio nelle stazioni. Passeggeri arrabbiati hanno cercato alternative, ritrovandosi tra autobus affollati e servizi sostitutivi poco efficienti, in una mattinata che ha evidenziato la complessità di spostarsi con un servizio che oggi ha funzionato a singhiozzo.
Nello specifico, la gestione delle informazioni in tempo reale è stata un altro motivo di forte critica: molti pendolari hanno lamentato mancanza di aggiornamenti chiari, ritardi negli annunci e difficoltà a orientarsi in una situazione già di per sé difficile.
Il commento di Fabiana, pochi minuti fa via social sintetizza molto bene quel che sta accadendo e mette in ginocchio diversi cittadini: “Sono le 8.44 del mattino e il treno è partito adesso da Lido centro…40 minuti in fermata con 0 gradi ..arrivo al lavoro tardi…”
Metromare: tra treni persi e famiglie in difficoltà
Una mattina di normale pendolarismo si trasforma quindi in un vero incubo per tante persone, tutte con vicende diverse che confluiscono nel malcontento comune dovuto a una Metromare davvero al collasso e non da oggi, per le cause più svariate, via vie sempre diverse, ma che lasciano puntualmente in “braghe di tela” i viaggiatori.
Nel caso di una signora, Flavia, La Metromare, già criticata per il suo andamento irregolare, salta corse e blocca i convogli: il treno previsto non parte, quello successivo si ferma a Vitinia per un calo di tensione, costringendo la passeggera a scendere senza alternative immediate.
Risultato: ritardo enorme, treno perso e necessità di ricomprare un biglietto a 100 euro, con il vecchio biglietto inutilizzabile e non rimborsabile.
“A saperlo andavo in aereo, spendevo meno», racconta amareggiata.
Ora, a cose fatte e danno subito, si domanda: “Per richiedere il rimborso devo denunciare Astral ai carabinieri? O come sempre dobbiamo rimetterci noi?”
Un’altra donna, madre di famiglia, Laura, racconta invece la frustrazione dei genitori costretti a giustificare una dopo l’altra agli occhi dei docenti le assenze scolastiche dei figli a causa dei disservizi della Metromare.
Spiega di avere tante giustificazioni da compilare e di sentirsi abbandonata dal sistema: i guasti ai treni da mesi e mesi impediscono ai figli di arrivare a scuola in orario e le giustificazioni, quelle scolastiche e non solo, sono letteralmente finite.
In un gruppo di cittadini propone un’azione collettiva, chiedendo se ci fosse un avvocato disponibile per denunciare i problemi del trasporto pubblico, ma nessuno risponde, per il momento
“Qui a Roma dev’essere un grande risveglio delle coscienze — scrive — invece sono tutti in letargo”.
A ben vedere, queste vicende mostrano, una volta di più, il lato quotidiano e personale del disservizio, dove le difficoltà infrastrutturali si trasformano in problemi pratici e burocratici per le famiglie, sempre più fastidiosi.
Queste due storie, pur distinte, hanno quindi un filo conduttore comune: la Metromare ad oggi é probabilmente il simbolo per eccellenza dell’inefficienza nei settore del trasporto pubblico a Roma e della frustrazione, dove pendolari e famiglie pagano direttamente i costi dei guasti, dei ritardi e delle corse saltate.
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