Da settimane, i residenti di Castel Gandolfo e dei comuni limitrofi segnalavano strani movimenti: automobili sospette che transitavano ripetutamente in vicoli e strade residenziali, occhi indiscreti che scrutavano cancelli e portoni, e figure che sembravano valutare le abitazioni più isolate. A fare i sopralluoghi con continui passaggi in auto, erano tre uomini, una banda di ladri in trasferta provenienti dal campo nomadi di via di Salone, a Roma Est.
Prima le trasferte sospette della banda da Roma est alle zone residenziali intorno alla Capitale, poi la scoperta di un arsenale da scasso con coltelli, grimaldelli, chiavi alterate e tenaglie
Secondo gli accertamenti dei militari della Compagnia di Castel Gandolfo, i tre uomini avevano messo a punto un vero e proprio “modus operandi”: spostamenti mirati nelle ore del giorno in cui le abitazioni erano presumibilmente vuote, con l’osservazione attenta delle entrate secondarie e dei sistemi di sicurezza, e una dotazione di strumenti specializzati per forzare serrature e porte.
Tra pinze, cacciaviti, lame seghettate, coltelli multiuso, chiavi inglesi e persino una chiave a pappagallo, a non lasciare dubbi sull’obiettivo delle frequenti trasferte sospette, era poi la presenza di un massiccia dotazione delle classiche chiavi alterate, tipiche di chi pianifica furti in abitazioni private.
La banda secondo gli inquirenti, non era certo improvvisata, al contrario colpiva chirurgicamente ville abitazioni, studiando attentamente i target, ma soprattutto valutando ogni via di fuga e tempi di intervento della Forze dell’ordine per riuscire a sparire dal territorio in cui avevano deciso di fare mambassa.
A chilometri di distanza, in trasferta dal campo nomadi di Via di Salone avrebbero così potuto operare lontano dalla propria residenza, riducendo il rischio di essere individuati dai vicini o dalle forze dell’ordine locali.
Il controllo dei carabinieri
La svolta è arrivata grazie al monitoraggio dei continui transiti nella zona residenziale, da parte dei carabinieri che hanno deciso di fermare i tre uomini mentre si spostavano a bordo di una vettura, insospettiti dai percorsi ripetitivi e dal comportamento guardingo. La perquisizione dell’auto ha confermato i sospetti.
La denuncia e il messaggio alla comunità
I tre uomini, rispettivamente di 31, 28 e 25 anni, sono stati denunciati per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli e porto di armi da taglio che rendevano i gitanti anche potenzialmente pericolosi. L’intervento tempestivo secondo gli inquirenti, ha bloccato sul nascere una presunta scia di furti in abitazioni private nelle zone residenziali dei Castelli Romani.


















