La vita di Marina, pensionata di 80 anni residente in un alloggio Ater di Roma, è stata segnata da settimane di freddo estremo tra le mura di casa sua. La caldaia, elemento essenziale per affrontare l’inverno, si è guastata all’inizio della stagione, lasciando l’anziana senza riscaldamento. Quando l’inverno si è fatto più rigido, Marina ha iniziato a sentire i primi sintomi della polmonite. La sua salute ha rapidamente peggiorato, fino a rendere necessario il trasporto in ospedale.
Freddo e incuria negli alloggi pubblici: pensionata rischia la vita a Roma, Asia-Usb solleva il caso e chiede risposte
Solo con il ricovero è emersa la gravità della situazione: settimane trascorse al freddo avevano messo a rischio la sua vita. L’episodio ha acceso l’attenzione dell’Asia-Usb, l’Associazione Inquilini e Abitanti dell’Unione Sindacale di Base, che ha denunciato pubblicamente quanto accaduto, sottolineando le responsabilità dell’ente e le criticità del regolamento che assegna gli interventi di manutenzione agli inquilini.
Nonostante le ripetute segnalazioni all’Ater, l’ente ha chiarito che la sostituzione dell’impianto sarebbe stata a carico della conduttrice, con costi stimati tra i 1.000 e i 2.000 euro: una cifra impossibile per una pensionata sola.
Un regolamento sotto accusa
Secondo l’associazione, il regolamento Ater per l’uso degli alloggi presenta lacune significative. La responsabilità di sostituire la caldaia ricadrebbe sul conduttore, ma il documento non è chiaro e non prevede alcun riferimento a delibere o atti formali approvati, né è mai stato oggetto di confronto con le organizzazioni degli inquilini. La trasparenza e la tutela dei più fragili sembrano quindi compromesse, lasciando anziani, malati e famiglie in condizioni di grave vulnerabilità . Una situazione sottolineata da Asia-Usb con questo caso emblematico conseguenza di “un modello di gestione incapace di proteggere chi vive con risorse limitate e necessita di interventi tempestivi”.
L’iniziativa dell’associazione
Prima del ricovero, l’associazione aveva programmato una raccolta fondi per aiutare Marina a sostituire la caldaia al Tufello. Purtroppo, l’intervento dell’ente non è arrivato in tempo, e la donna è stata costretta a subire le conseguenze della trascuratezza istituzionale. Ora, l’Asia-Usb segue da vicino il caso, assicurando sostegno a Marina e chiedendo che le regole di gestione degli alloggi pubblici vengano riviste, soprattutto per garantire la sicurezza e il benessere delle fasce più deboli.
Un campanello d’allarme per il sistema
Il caso di Marina ribadiscono dall’Asia-Usb, non è un episodio isolato. Rappresenta un campanello d’allarme sulle condizioni di chi vive negli alloggi Ater, spesso anziani o persone con redditi bassi, che rischiano di trovarsi in situazioni di emergenza senza adeguato supporto, e richiama l’attenzione sulla necessità di una revisione urgente delle procedure, affinché l’autonomia abitativa non si traduca in abbandono e il diritto a vivere al caldo non rimanga lettera morta.
La speranza di un intervento concreto
Il ricovero di Marina ha suscitato indignazione, mentre l’associazione ha garantito che continuerà a monitorare la situazione, sollecitando l’Ater a garantire interventi tempestivi e la tutela dei cittadini più vulnerabili.


















