
L’Episcopio di Ostia, prima Diocesi Suburbicaria di Roma, con la sua Sala Riario e i mirabili affreschi di Baldassarre Peruzzi, saranno presto accessibili a tutti. Il Vicariato ha annunciato per voce del Vescovo ausiliario di Roma Sud, mons. Renato Tarantelli Baccari, che sono stati messi a disposizione i fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per la valorizzazione del sito monumentale.
Nel corso del Premio Sant’Agostino l’annuncio del Vescovo di Ostia: “Il Vicariato finanzierà le opere per rendere accessibili a tutti la Sala Riario e i suoi mirabili affreschi di Baldassarre Peruzzi”
L’annuncio del Vescovo ausiliario di Roma Sud, nonché vicegerente della Diocesi di Roma, mons. Renato Tarantelli Baccari, è venuto ieri, mercoledì 17 dicembre, nel corso della cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Sant’Agostino, tenutasi proprio nella splendida cornice della Sala Riario. “Il Vicariato di Roma – ha evidenziato il religioso – ha messo a disposizione i fondi per la realizzazione di un ascensore che consentirà a tutti di poter accedere direttamente dal Borgo medievale al piano nobile dell’Episcopio. In questo modo le preziose opere della Sala Riario saranno visitabili anche da disabili e dalle persone con mobilità ridotta. Si tratta di risorse economiche importanti che serviranno anche per altri interventi di valorizzazione di questo sito”.

Sui tempi di realizzazione degli interventi il Vescovo Tarantelli Baccari non ha saputo indicare la data d’inizio dei lavori ma ha garantito: “Si farà molto presto”.
L’episcopio con la Sala Riario e il ciclo di affreschi
L’Episcopio di Ostia Antica conserva un importante ciclo di affreschi rinascimentali attribuiti a Baldassarre Peruzzi, tra le testimonianze artistiche più rilevanti del territorio. Le opere furono riportate alla luce nel 1977 da padre Geremia Sangiorgi, allora parroco di Ostia Antica, al quale ieri è stata intitolata una iscrizione nel quarantesimo della sua morte.

Padre Geremia documentò la straordinaria scoperta nel proprio diario. Convinto che gli affreschi non fossero andati perduti, infatti, avviò pazienti ricerche notturne, rimuovendo strati di tinte sovrapposte fino a rivelare figure di grande pregio realizzate con la tecnica dell’affresco.
Le indagini interessarono numerosi ambienti dell’Episcopio: in sette stanze emersero tracce pittoriche con stemmi del cardinale Raffaele Riario e di papa Giulio II, elementi decisivi per l’attribuzione cronologica tra il 1511 e il 1513. I dipinti raffigurano scene ispirate e liberamente reinterpretate dalla Colonna Traiana, probabilmente concepite per celebrare il legame tra Riario e il pontefice. È noto che Giulio II soggiornò a Ostia nel 1512, apprezzando verosimilmente la grandiosa decorazione.
Gli affreschi furono ricoperti nei secoli successivi per ragioni sanitarie, legate a pestilenze e all’uso dell’edificio come possibile lazzaretto, secondo pratiche che imponevano l’uso della calce viva. Le fonti vasariane, insieme ai documenti e all’analisi stilistica, confermano l’attribuzione a Baldassarre Peruzzi e a Cesare da Sesto.
La candidatura a Patrimonio Unesco
Quello delle opere per favorire la piena accessibilità dell’Episcopio e della Sala Riario è uno dei tasselli che va ad aggiungersi al rafforzamento della promessa candidatura di Ostia ad essere individuata come Patrimonio dell’Umanità Unesco. Dopo l’ammodernamento del Museo all’interno degli Scavi Archeologici, dopo la messa in opera degli ascensori al servizio del cavalcavia pedonale di accesso dalla fermata Metromare all’area archeologica e dopo l’annunciata ricostruzione della stazione stessa, anche l’abbattimento delle barriere architettoniche per la Sala Riario è un intervento di valorizzazione del grande patrimonio storico e culturale di Ostia.
Il Premio Sant’Agostino
La prima edizione del Premio Sant’Agostino, presieduto da Alessandro Paltoni e curato dalla giuria condotta dalla presidente dell’università Unitre di Ostia, Maria Ruffino Aprile, ha individuato tre vincitori nelle rispettive sezioni del concorso.

Il pittore Bambace si è aggiudicato il premio per la sezione Arte con un’opera che richiama la luce della conoscenza e della fede. Franco Bello ha vinto il premio per la sezione Prosa-Poesia mentre Cristina Evangelisti, elaborando una piece teatrale che verrà messa in scena alla fine dell’Anno accademico, ha conquistato il Premio Sant’Agostino per il Teatro.



















