Dopo nove anni di attesa, prende corpo il primo passo per l’ampliamento dell’ospedale di Ostia. La Asl Roma 3 ha lanciato la gara d’appalto per l’affidamento della progettazione dell’opera che può contare su un finanziamento complessivo di oltre 55 milioni di euro.
La Asl Roma 3 ha lanciato la gara d’appalto per la progettazione dell’ampliamento dell’ospedale di Ostia. Entro 5 mesi il piano di fattibilità di un’opera da 55 milioni attesa da nove anni
Sono scaduti ieri, martedì 4 novembre, i termini per la presentazione di candidature da parte degli studi di progettazione per la stesura del Piano di fattibilità tecnica ed economica (PFTE) per la ristrutturazione interna e per l’ampliamento dell’ospedale G.B. Grassi di Ostia. I tecnici dovranno studiare anche le opere necessarie per l’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico sia della struttura già esistente che di quella da realizzare ex novo.
Il valore totale del bando è di 1,785 milioni dei quali 1,480 ml per la progettazione e 170.758 euro per indagini geognostiche, geologiche e sismiche sulle strutture esistenti.
Per la redazione del PFTE si prevede il termine massimo di 150 giorni totali, naturali e consecutivi (cinque mesi), decorrenti dal verbale di avvio del servizio comprensivi delle tempistiche per l’esecuzione delle indagini sulle strutture esistenti entro il limite temporale massimo di 50 giorni.
Le competenze richieste ai progettisti
Riguardo alle competenze dei concorrenti, viene richiesto che ciascun componente dello staff di progettazione vanti almeno due contratti conclusi relativi a servizi di ingegneria e di architettura di Poliambulatori, Ospedali, Istituti di ricerca, Centri di riabilitazione, Poli scolastici, Università, Accademie e Istituti di ricerca universitaria espletati negli ultimi tre anni.
Relativamente a chi dovrà effettuare le indagini geognostiche e sismiche, invece, è richiesto che nell’ultimo quinquennio abbia svolto lavori non inferiori a 17.000 euro.
Il 19 novembre la prima seduta della Commissione di valutazione.
Burocrazia nemica dell’ampliamento del Grassi
I fondi destinati all’ampliamento dell’ospedale Grassi risalgono alla Finanziaria del 2016, reperiti nel 2018 nel bilancio del Ministero della Salute e messi a disposizione della Regione Lazio l’anno dopo con uno specifico Accordo di Programma. Da allora il progetto di ampliamento dell’ospedale di Ostia ha subito frenate, rallentamenti e persino il rischio di definanziamento.
A lungo l’operazione è stata sottoposta al vaglio del Nucleo di Valutazione e Verifica degli investimenti pubblici: un rallentamento, quello, denunciato a febbraio 2023 dal Ministero della Salute alla Corte dei Conti. Sollecito espresso anche dal Direttore Generale, Francesca Milito, già all’atto del suo insediamento a gennaio 2022.
Ad aprile 2023, poi, con la rimodulazione fatta dalla Regione Lazio, si è rischiato che parte dei fondi venissero distolti dal Grassi e destinati ad altre strutture sanitarie.
La dotazione economica prevista per l’ampliamento dell’ospedale Grassi è così suddivisa: 23,570 ml per le strutture, 12,465 ml per la parte edile, 5,650 ml per gli impianti meccanici e 3,042 per gli impianti elettrici.
La speranza che si faccia in fretta
Costruito a partire dal 1983 da una società del Gruppo Eni ed entrato in esercizio a settembre 1986, l’ospedale Grassi di Ostia è stato concepito per 260 posti letto. Da subito è apparsa evidente l’insufficienza dei reparti di degenza, sia in termini di specializzazioni che come numero di posti letto.
Al contrario, convinse fin da subito il metodo adottato per la costruzione della struttura: come il gemello ospedale “Sandro Pertini“ di Pietralata, a Roma, l’azienda edilizia scelse l’impianto a moduli prefabbricati. Solo tre anni di tempo dalla posa della prima pietra alla sua apertura, collaudi inclusi, furono giudicati all’epoca come un tempo record.
L’auspicio generale è che i progettisti che verranno incaricati di redigere il piano di fattibilità tengano conto delle più moderne e rapide tecniche edilizie per abbattere i tempi di costruzione oltre che di contenerne i costi.

















