Mattia, 17 anni, morto in bici a Corso Francia: un corteo e un grido per strade più sicure

Amici, familiari e attivisti in bici lungo Corso Francia per ricordare Mattia Liguori e chiedere interventi urgenti per la sicurezza di ciclisti e pedoni

Mattia Liguori

Aveva solo 17 anni Mattia Nicholas Liguori. Un’età in cui tutto dovrebbe ancora iniziare. I sogni, i progetti, le passioni. Tornava a casa in bicicletta, come tante altre volte. Era il 2 ottobre, una sera come tante. Ma su Corso Francia, quel viale enorme e spietato che taglia Roma come un’autostrada, Mattia ha incontrato la morte.

Amici, familiari e attivisti in bici lungo Corso Francia per ricordare Mattia Liguori e chiedere interventi urgenti per la sicurezza di ciclisti e pedoni

Stava rientrando da una manifestazione pro Palestina, segno del suo impegno, della sua sensibilità, della sua voglia di esserci. Una scelta consapevole, che racconta molto di lui. Era uno studente del Liceo Lucrezio Caro, amava la musica, suonava la chitarra, scriveva canzoni. Chi lo conosceva parla di un ragazzo brillante, generoso, pieno di energia e desideroso di cambiare il mondo, a modo suo.

Sabato 25 ottobre un pezzetto di Roma si fermerà per ricordarlo. Non solo per piangere una vita spezzata troppo presto, ma per lanciare un messaggio forte e necessario: nessuno dovrebbe morire così.

Un corteo per non dimenticare

Alle ore 10, proprio nel punto in cui Mattia è stato travolto, in Corso Francia 115, verrà posata una bici bianca. Un simbolo silenzioso ma potente, che in tutto il mondo segna il luogo dove un ciclista ha perso la vita. Un modo per dire: questa vita valeva. Un modo per non lasciare che tutto finisca nell’indifferenza.

Poi, alle 11, partirà un corteo in bicicletta, che attraverserà Corso Francia fino a Piazza Grecia.

Ad attendere tutti lì ci sarà un concerto in memoria di Mattia, organizzato dai suoi amici, dai compagni di scuola, da chi gli voleva bene. Sarà la musica – la sua musica – a parlare per lui.

Un dolore che diventa voce collettiva

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Nella foto il ragazzo investito a Corso Francia

L’evento, chiamato “Cycling in the Air”, è stato organizzato dai familiari di Mattia, dagli amici e dall’associazione Salvaiciclisti, con il sostegno dei Municipi II e XV. È una manifestazione commemorativa, certo, ma anche profondamente politica. Perché la morte di Mattia non può essere considerata una tragica fatalità. È il frutto di una città che spesso dimentica la sicurezza, soprattutto di chi si muove in modo sostenibile.

Non ci sono parole per la morte di Mattia, solo un grandissimo dolore“, ha detto Francesca Del Bello, presidente del II Municipio. “Ma possiamo agire, e dobbiamo farlo. Per questo abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa e partecipare con commozione e vicinanza“. Un appello che era già stato lanciato dal presidente del XV municipio Daniele Torquati chiedendo più autovelox e telecamere fisse.

Durante la manifestazione del 4 ottobre, due giorni dopo la tragedia, un cartello colpiva più di tutti: “Mattia è qui con noi”. Un modo per dire che il suo impegno continua, anche dopo di lui.

Strade per vivere, non per morire

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Un incidente a Corso Frnacia

L’obiettivo è chiaro: rendere Roma una città dove si possa andare in bici senza rischiare la vita. Dove non esistano più strade a sei corsie in mezzo ai quartieri residenziali. Dove un ragazzo possa tornare a casa dopo una manifestazione senza essere travolto. Dove il traffico non sia una condanna a morte.

Vogliamo sensibilizzare le istituzioni e i cittadini sull’urgenza di cambiare“, scrive l’associazione Salvaiciclisti.Chiediamo interventi contro l’eccessiva velocità, attraversamenti sicuri, piste ciclabili protette, una segnaletica più chiara e una cultura del rispetto reciproco tra chi cammina, chi pedala e chi guida”.

In nome di Mattia

Mattia non tornerà più. Ma il suo nome, il suo volto, la sua musica, e soprattutto il suo modo di esserci e di partecipare, continuano a camminare – o meglio, a pedalare – accanto a chi non vuole arrendersi. Lo chiede anche mamma Martina: “Mattia? Il mio orgoglio”.