Corso Francia, quattro giovani morti in sei anni: Torquati chiede autovelox fissi e telecamere

"Basta morti a Corso Francia”: il Municipio chiede autovelox e interventi urgenti

Un incidente a Corso Frnacia

Corso Francia torna sotto i riflettori, ma purtroppo non per buone notizie. A meno di una settimana dall’ennesima tragedia, il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ha rinnovato la richiesta ufficiale per l’installazione di autovelox fissi e telecamere di sorveglianza lungo uno dei tratti stradali più pericolosi di Roma nord.

“Basta morti a Corso Francia”: il Municipio chiede autovelox e interventi urgenti

Nonostante Corso Francia non sia di competenza diretta del Municipio – ha dichiarato Torquati in una nota – già dal 2022 abbiamo avviato un’interlocuzione con la Prefettura per installare dispositivi fissi di rilevamento della velocità. Oggi rinnoviamo quella richiesta alla Prefettura e al Dipartimento Mobilità, chiedendo interventi urgenti e non più rimandabili”.

Una strada che continua a mietere vittime

La richiesta arriva all’indomani della morte di Mattia Nicholas Liguori, 17 anni, travolto mentre percorreva in bicicletta Corso Francia, di ritorno dalla manifestazione pro Gaza. Il suo nome si aggiunge alla lunga lista di giovani vite spezzate su quella che molti ormai definiscono una strada “maledetta”: nel 2019, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, entrambe 16enni, furono travolte e uccise mentre attraversavano la strada sotto la pioggia. Nel 2022, il 19enne Leonardo Lamma perse la vita in moto in circostanze ancora da chiarire, forse a causa di un difetto nel manto stradale.

Quattro morti in sei anni, tutti adolescenti, in una strada a sei corsie che collega via Flaminia Nuova ai Parioli, attraversando diversi quartieri densamente popolati. Nonostante i controlli saltuari con autovelox mobili e alcune modifiche alla viabilità, gli incidenti sono quasi quotidiani.

La risposta del Municipio e le critiche

In attesa dell’installazione dei dispositivi fissi – spiega ancora Torquati abbiamo comunque attivato un programma di controlli con autovelox mobili, in collaborazione con la Polizia Locale, non solo su Corso Francia ma anche su altre strade critiche del territorio, come Via Tiberina, Flaminia Nuova, Cassia Nuova, Via Tieri e Valle Muricana”.

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Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli e il murales a loro dedicato a Corso Francia

Il presidente sottolinea però le difficoltà incontrate: “Non sono mancate le critiche, anche dure, da parte di cittadini e rappresentanti politici che ci accusano di voler fare cassa. Ma noi crediamo che il controllo della velocità sia una misura concreta per salvare vite. Non possiamo ignorare il problema solo per paura di essere impopolari”.

La mobilitazione dei cittadini

Dopo l’ultima tragedia, anche i cittadini si stanno muovendo. Gli amici di Mattia hanno lanciato una petizione su Change.org dal titolo “Sistemare Corso Francia per prevenire altre tragedie. Per Mattia”, che ha già superato le 7.000 firme.

L’associazione “Il Filo del Quartiere”, che da anni si batte per una città più vivibile, lancia un appello chiaro: “Corso Francia non può più essere una barriera pericolosa che divide i quartieri. Deve diventare un luogo sicuro, soprattutto per i più giovani che ogni giorno la attraversano per andare a scuola, a giocare, a vivere il proprio quartiere”.

Sollecitata la convocazione urgente della Commissione Mobilità

La Capogruppo del Movimento 5 Stelle e Vicepresidente della Commissione Mobilità del Municipio Roma XV, Irene Badaracco, intanto, oggi, 8 ottobre, ha presentato la richiesta di convocazione urgente della Commissione Mobilità per affrontare in modo prioritario la questione della sicurezza stradale su Corso Francia.

Dopo la tragica scomparsa del giovane Mattia Nicholas Liguori, di soli 17 anni, nella notte tra l’1 e il 2 ottobre – dichiara Badaracco – non è più accettabile che Corso Francia resti una delle strade più pericolose di Roma. È necessario agire subito, con serietà e responsabilità condivisa, per prevenire altre tragedie”.

L’appello alle istituzioni

Ora la palla passa al Comune di Roma e alla Prefettura, chiamati a dare risposte concrete a una comunità colpita e stanca di contare i morti. L’installazione degli autovelox fissi è solo un primo passo: i cittadini chiedono una riprogettazione strutturale della viabilità di Corso Francia, con attraversamenti sicuri, segnaletica visibile, illuminazione potenziata e una cultura della sicurezza stradale che parta dalle istituzioni.