Catturato quello che è ritenuto il mandante dell’omicidio di Passerotto, soprannome di Selavdi Shehai, freddato sulla spiaggia di Torvaianica il 20 settembre di cinque anni fa. Il 10 ottobre 2025, ad Abu Dhabi, la Polizia degli Emirati Arabi Uniti, con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), ha arrestato un cittadino albanese latitante da anni. L’uomo era ricercato in campo internazionale con un provvedimento di “Red Notice” emesso su richiesta della DDA di Roma.
L’arresto dell’albanese presunto mandante dell’omicidio di Torvajanica, ad Abu Dhabi: l’uomo è ritenuto una figura chiave del traffico di cocaina a Roma
Secondo gli inquirenti, l’uomo sarebbe il mandante dell’omicidio di Selavdi Shehai detto “Passerotto” avvenuto a Torvaianica, sul litorale di Pomezia, il 20 settembre 2020. Per quel delitto sono stati già condannati all’ergastolo Raul Esteban Calderon, il cui vero nome è Gustavo Aleandro Musumeci, sotto processo per l’omicidio Fabrizio Piscitelli, noto come ‘Diabolik’, e Giuseppe Molisso.
La cattura del presunto mandante dell’omicidio di Torvaianica
L’operazione di cattura è il risultato di un intenso lavoro di coordinamento tra autorità italiane e forze di polizia estere, che hanno localizzato e fermato l’indagato dopo mesi di attività di intelligence. Le indagini condotte congiuntamente dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, dalla Squadra Mobile e dallo SCO della Polizia di Stato hanno ricostruito il presunto ruolo del latitante.
Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe ordinato l’assassinio del connazionale, facendo recapitare all’esecutore materiale la somma di 150mila euro come compenso per l’omicidio. Il delitto, avvenuto in pieno giorno su una spiaggia affollata, aveva destato grande scalpore per la sua brutalità e per la spregiudicatezza con cui era stato commesso.
Per quel fatto, la Corte d’Assise di Frosinone ha già emesso le due condanne di ergastolo di Calderon e Molisso in primo grado: una come esecutore materiale, l’altra come complice.
L’uomo arrestato ad Abu Dhabi, sarebbe stato il mandante e principale beneficiario del delitto, maturato in un contesto di regolamento di conti legato al traffico di stupefacenti.
Un ruolo centrale nel traffico di droga a Roma
Parallelamente all’accusa di omicidio, il latitante è coinvolto in un altro procedimento penale che lo vede imputato come uno dei principali canali di approvvigionamento di cocaina per un’organizzazione criminale attiva nella Capitale.
L’indagine, condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma, aveva già portato all’arresto di numerosi membri del gruppo nel marzo 2025. Proprio in quell’occasione, l’uomo era riuscito a sfuggire alla cattura, intuendo di essere nel mirino degli investigatori, e aveva trasferito la sua base operativa negli Emirati Arabi.
Il possibile collegamento con l’attentato a Sigfrido Ranucci
Per una fatale coincidenza, l’abitazione del giornalista Sigfrido Ranucci, bersaglio dell’attentato di giovedì scorso, si trova a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla spiaggia nella quale venne ucciso Passerotto. E tra le piste collegate all’origine di quell’intimidazione c’è anche quella che riguarda la criminalità albanese di zona, al centro delle inchieste di Report. Il medesimo clan legato in qualche modo all’ambiente ultras, coinvolto nelle guerre tra bande per il controllo dello spaccio su Roma e sul suo litorale.
Presunzione d’innocenza e prossimi passi
Le autorità italiane hanno avviato le procedure di estradizione per riportare il latitante in Italia, dove dovrà affrontare i processi a suo carico. L’arresto rappresenta un importante successo della cooperazione internazionale e un colpo significativo ai vertici del narcotraffico romano. In questa fase, nel rispetto dei diritti dell’indagato, ogni accusa dovrà essere verificata nel corso delle indagini preliminari e che l’uomo deve considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

















