“Gaza” sul display del bus Atac: bufera sul conducente, i social si spaccano

“Gaza” sul display del bus Atac: il gesto silenzioso che ha fatto rumore in tutta Roma

Il bus col display Gaza

Una parola sola, “Gaza”, ha trasformato un normale autobus in una miccia mediatica. Non era una linea, non era una destinazione. Era un messaggio. Quella scritta, apparsa sul display anteriore di un bus Atac in rientro verso il deposito su via Nomentana – oggi, nell giornata di sciopero nazionale pro Palestina – ha diviso la capitale e il web in due schieramenti agli antipodi.

“Gaza” sul display del bus Atac: il gesto silenzioso che ha fatto rumore in tutta Roma

Erano le ore della manifestazione nazionale a favore del popolo palestinese, organizzata in concomitanza con la giornata di sciopero pro-Gaza. E proprio in quei minuti, nella zona di Montesacro, qualcuno ha scattato la foto: un autobus senza passeggeri, ma con la parola “Gaza” al posto del numero di linea. L’immagine ha fatto il giro dei social in poche ore. E il dibattito, inevitabile, si è acceso.

Un gesto politico o una provocazione?

Il bus non era in servizio. L’autista – secondo quanto emerso – stava presumibilmente tornando in rimessa. Ma ha scelto di non restare in silenzio. Nessun post, nessuna dichiarazione pubblica. Solo un nome, una parola: Gaza.

Atac, però, non ha apprezzato. L’azienda ha immediatamente avviato un’indagine interna per “verificare l’uso improprio delle dotazioni aziendali”. Il display di un mezzo pubblico, infatti, non può essere usato per scopi personali o politici, anche se il veicolo non è in esercizio. Ma intanto il caso era già scoppiato.

Social in subbuglio tra chi lo chiama “eroe” e chi chiede il licenziamento (o almeno la sospensione)

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Il bus con la scritta Gaza sul display

Nel giro di poche ore, il post ha raccolto centinaia di commenti. Alcuni durissimi: Licenziatelo subito”,Quel mezzo non è suo”, “Non può fare propaganda politica durante l’orario di lavoro”.

Altri, invece, lo hanno difeso con forza. “Un gesto bellissimo, civile, silenzioso ma potente”, scrive una donna. “Un autista che non ha potuto partecipare allo sciopero ma ha voluto comunque far sentire la sua voce”. E ancora: “Non ha danneggiato nessuno, non ha interrotto il servizio. Ha solo scritto ‘Gaza’. È questo che vi fa paura?”.

C’è chi invoca una sanzione esemplare e chi, al contrario, lo premia virtualmente con un “dovrebbero dargli un aumento”. In mezzo, il silenzio dell’autista, che finora non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

L’azienda indaga, ma i sindacati frenano: “Niente licenziamento”

Secondo fonti interne, Atac non sarebbe intenzionata ad arrivare al licenziamento, ma il gesto – per quanto simbolico – potrebbe costare una sanzione disciplinare.

Il mezzo è aziendale, non può essere usato per veicolare messaggi personali”, sottolineano dall’azienda. Ma i sindacati fanno muro: “Non c’è stato alcun danno, né violazioni gravi. Nessuna legge vieta l’espressione silenziosa del pensiero, soprattutto fuori servizio”.