Fiaccolata per Valeria Fioravanti morta per una diagnosi sbagliata: meningite scambiata per mal di testa

La fiaccolata per Valeria Fioravanti, per ricordare la giovane mamma morta a 27 anni. L'iniziativa a pochi giorni dall’inizio del processo ai tre medici

Nella foto Valeria Fioravanti, dal gruppo social Giustizia per Valeria

Una fiaccolata silenziosa, un fiume di persone che si muove nel quartiere di Don Bosco, a Roma. Un dolore profondo unisce una comunità che non ha mai dimenticato Valeria Fioravanti, la 27enne morta il 10 gennaio 2023 per una meningite non diagnosticata.

La fiaccolata per Valeria Fioravanti, per ricordare la giovane mamma morta a 27 anni. L’iniziativa a pochi giorni dall’inizio del processo ai tre medici

L’iniziativa, organizzata per domani, venerdì 12 settembre, dalla famiglia della ragazza, anticipa di pochi giorni l’inizio del processo contro i tre medici accusati della sua morte.

L’appuntamento è in piazza San Giovanni Bosco alle 21. Qui, dove Valeria era cresciuta e dove vivono ancora i suoi genitori e la sorella, è previsto il raduno, con fiaccole e striscioni, di amici, familiari, conoscenti, di tutti coloro che le hanno voluto bene.

Non è un evento di protesta rumorosa, ma un commosso omaggio e un appello per la verità.

La locandina della serata, con una frase tratta da Il Piccolo Principe, racchiude il senso di questa battaglia: “Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce la notte guardare il cielo. Questa sera per te, per illuminare la strada della giustizia”.

La storia di un calvario

Valeria, giovane mamma e lavoratrice per la security di Aeroporti di Roma, si era sottoposta a un intervento per un ascesso il 25 dicembre 2022. Da quel giorno, il suo calvario ha avuto inizio.

Dopo aver accusato forti dolori in tutto il corpo e una cefalea insistente, si era recata più volte in diverse strutture sanitarie della Capitale.

Ogni volta, tuttavia, i medici le avevano diagnosticato un mal di testa e l’avevano rimandata a casa, prescrivendo un semplice antidolorifico.

La situazione peggiorava di giorno in giorno. Solo il 6 gennaio, dopo essere tornata per l’ennesima volta al pronto soccorso, le fu finalmente diagnosticata una meningite acuta. Ma era troppo tardi.

Le sue condizioni erano ormai critiche. Trasferita d’urgenza in un’altra struttura, Valeria entrò in coma e morì poco dopo, lasciando la sua bambina, la piccola Vittoria, e una famiglia distrutta.

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La locandina dedicata alla fiaccolata in ricordo di Valeria Fioravanti

In cerca di giustizia

La tragedia ha scosso profondamente l’opinione pubblica, mettendo in luce le falle del sistema sanitario.

La Procura contesta ai tre medici accusati di omicidio colposo di non aver approfondito il quadro clinico di Valeria e di aver sottovalutato la gravità dei suoi sintomi.

Secondo l’accusa, il farmaco antidolorifico che le era stato somministrato avrebbe mascherato l’insorgenza della meningite, ritardando ulteriormente la diagnosi.

Il processo, atteso per il 16 settembre, è per la famiglia Fioravanti un passo cruciale verso l’ottenimento di giustizia.

Il padre di Valeria, Stefano, ha più volte dichiarato che la sua lotta non è solo per la figlia. E’ un atto dovuto per evitare che quello che è accaduto alla figlia possa ripetersi.