Nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pubblici al Comune di Fiumicino, la Procura di Civitavecchia ha ufficialmente iscritto nel registro degli indagati anche il sindaco Mario Baccini. Le accuse al centro dell’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, riguardano ipotesi di turbativa d’asta e altri reati collegati.
Il sindaco Baccini indagato per turbativa d’asta sarà ascoltato dai magistrati; tensione alta tra maggioranza e opposizione
Lunedì mattina il primo cittadino sarà ascoltato dai magistrati, assistito dal suo avvocato Francesco Caroleo Grimaldi. L’indagine è suddivisa in due filoni: la seconda parte riguarda eventi estivi e luminarie, e ha portato all’applicazione di misure cautelari per alcuni indagati, tra cui tre arresti domiciliari, quattro obblighi di firma e divieti di dimora, oltre ad altre misure interdittive.
Nel mirino della procura le luminarie e affidamenti diretti
Nell’indagine sono rimasti coinvolti anche due politici della sua giunta. Per Federica Poggio, ex assessore alla cultura, da ieri è stato disposto l’obbligo di firma. Lo stesso è stato deciso per Raffaello Biselli, assessore al commercio. Ad entrambi viene contestato il reato di turbativa d’asta.
A tirare in ballo il sindaco Baccini sarebbe stato un dirigente finito ai domiciliari, nel corso del suo interrogatorio. Avrebbe scaricato sul sindaco e sull’assessora Federica Poggio ogni responsabilità in merito all’allestimento delle luminarie natalizie, uno degli eventi contestati dalla procura. L’amministrazione comunale, infatti, aveva fatto un affidamento diretto di 173mila.
Dimissioni respinte
La notizia ha immediatamente sollevato reazioni politiche: l’opposizione ha chiesto le dimissioni immediate del sindaco Baccini. Una richiesta però respinta con decisione dalla maggioranza, che in una lunga nota ha definito le accuse delle opposizioni “strumentalizzazioni politiche prive di fondamento”.
I rappresentanti della maggioranza hanno sottolineato come l’inchiesta si riferisca prevalentemente al periodo 2016-2023, anni in cui il Comune era amministrato dalla sinistra, che ora “pretende di impartire lezioni di moralità”.
Secondo la maggioranza, è “paradossale e ipocrita che chi ha governato per anni tenti di scaricare le proprie responsabilità sull’attuale Amministrazione, in carica da poco più di due anni”. È stato inoltre evidenziato come, dati gli sviluppi dell’indagine, sia legittimo chiedersi come la precedente giunta non abbia rilevato le numerose proroghe e le ipotesi di irregolarità ora emerse.
“L’Amministrazione andrà avanti”
Al momento l’inchiesta non è ancora conclusa e la maggioranza invita a rispettare il lavoro della magistratura, evitando strumentalizzazioni politiche. L’Amministrazione comunale assicura di proseguire con “serietà, trasparenza e determinazione” il proprio lavoro, “senza farsi intimidire né distrarre da chi tenta di utilizzare la giustizia come arma di lotta politica”.


















