Mare grosso mangia un altro pezzo di spiaggia alla Capannina: dallo scorso anno il Tirreno è avanzato di 70 metri

Mare grosso mangia un altro pezzo di spiaggia alla Capannina, dalla scorsa stagione sparito un lungo tratto di arenile

-canaledieci.it

Mare grosso mangia un altro pezzo di spiaggia alla Capannina spinto dai forti venti che hanno imperversato con particolare violenza sul litorale romano questa notte di giovedì 21 agosto. Venti che si sono accaniti anche contro il lungomare Amerigo Vespucci a Ostia Lido portando a circa 70 metri il tratto di spiaggia sottratto dall’avanzata del Tirreno allo stabilimento balneare partendo dalla scorsa stagione balneare.

Mare grosso mangia un altro pezzo di spiaggia alla Capannina, dalla scorsa stagione sparito un lungo tratto di arenile

Per fortuna lo stabilimento, con le sue cabine e l’annesso ristorante, sono in piena attività, anche se si guarda con una certa preoccupazione alla mancata adozione di interventi strutturali di difesa della costa, soprattutto nella zona di ponente e, fatta eccezione, per quelli di ripascimento morbido effettuati nello scorso mese di maggio a estate già iniziata ma nella zona di levante.

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Il giorno 30 di tre mesi fa si erano conclusi i lavori di ricostruzione dell’arenile effettuati dalla nave Gino Cucco, attrezzata per il riposizionamento della sabbia nei tratti più esposti all’erosione, ma poi trasferita in Abruzzo per effettuare altri interventi dello stesso tipo.

Torna pertanto sotto i riflettori della cronaca l’infinita questione del progressivo avanzamento del mare che ha messo ko stabilimenti come il Kursaal, il V-Lounge e lo Shilling fatti a pezzi dalle onde, all’inizio di quest’anno, quando apparve chiaro che, senza ulteriori contromisure, le onde del Tirreno avrebbero finito per travolgere anche la vicina rotonda dove si trova la fontana dello Zodiaco.

In quell’occasione fu la Regione Lazio ad attivarsi attraverso un sopralluogo dei tecnici dell’area pianificazione e attuazione degli interventi a difesa dell’arenile che progettarono e consentirono la realizzazione di una scogliera semisommersa che impedì un’ulteriore devastazione di quel tratto di litorale.

Sul tema erosione torna a esprimere il suo parere tra gli altri, Franco Petrini, gestore dello stabilimento Nuova Pineta-Pinetina ora protetto da una barriera semi sommersa e che esprime tutto il suo dispiacere per il rischio di un’avanzata ancora più incisiva del mare ai danni del lungomare Amerigo Vespucci, dove si trova la Capannina, ma ricorda che una soluzione di lungo periodo ci sarebbe e aveva superato tutti gli esami dal punto di vista tecnico teorico.

L’idea, messa a punto diversi anni fa da un pool di esperti, era di realizzare anche tra il pontile e il canale dei pescatori nove pennelli con le T finali fatti di barriera rocciosa soffolta a una certa distanza dalle spiagge -sottolinea Petrini- soluzione parziale che ha permesso di ricostituire la spiaggia nel settore in cui si trova la mia struttura ma di cui, in quella zona oggi pesantemente colpita, non se ne fece più niente”.

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