Vittima di violenza a Roma, non può tenere i gatti dell’ex: i tre mici sono salvi

Vittima di violenza non può tenere i gatti dell’ex (ne aveva già tre dei suoi): trovata una soluzione per i tre mici

Foto di archivio

Non voleva più quei tre gatti in casa. Non perché non ami gli animali – ne aveva già tre dei suoi – ma perché quei mici erano dell’ex compagno violento, allontanato da lei con un “codice rosso” e un braccialetto elettronico. La loro presenza rappresentava un legame doloroso, un ricordo costante dell’uomo da cui era riuscita a fuggire dopo abusi e minacce.

Vittima di violenza non può tenere i gatti dell’ex (ne aveva già tre dei suoi): trovata una soluzione per i tre mici

Eppure nessuna istituzione sembrava pronta ad aiutarla. Il Comune di Roma, interpellato tramite mail, si è detto impossibilitato a occuparsi temporaneamente degli animali, né a trasferirli dal proprietario. Anche i canili e rifugi contattati hanno negato supporto, vincolati da regolamenti che escludono animali non randagi o sequestrati. La burocrazia sembrava aver lasciato sola una donna già segnata da violenze e traumi.

A denunciare la situazione era stata l’associazione Earth Odv, che parlava di “burocrazia cieca e insensibile”, incapace di proteggere le vittime di violenza. “I gatti rischiano di diventare strumenti di ricatto”, aveva dichiarato Valentina Coppola, referente dell’associazione, chiedendo un intervento urgente da parte del Comune.

La svolta

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I gatti messi al sicuro

Ora, finalmente, la svolta. A risolvere il caso è stato l’Ufficio del Garante per la tutela degli animali di Roma Capitale, con l’impegno diretto della Garante Patrizia Prestipino. Grazie alla collaborazione dell’associazione Panda e del V Municipio, è stato trovato un accordo: i tre gatti sono stati trasferiti nel Parco Panda, dove saranno ospitati in uno spazio dedicato e senza oneri per l’amministrazione.

È una soluzione che tutela sia la donna che gli animali – ha commentato Prestipino –. Nessuna vittima di violenza deve essere costretta a convivere con un simbolo del proprio passato traumatico. Continueremo a seguire la vicenda per garantire il benessere dei mici e un affido sicuro al loro legittimo proprietario”.