Si ripete anche quest’estate il tradizionale appuntamento della criminologa Roberta Bruzzone con i lettori di Ostia. A fare da scenario, come negli anni passati, sarà la spiaggia dello stabilimento balneare “Le Dune” di lungomare Caio Duilio.
La criminologa Roberta Bruzzone incontra i lettori nello stabilimento balneare “Le Dune” di Ostia per dialogare del suo ultimo lavoro in libreria, “Patriarcato criminale”
L’appuntamento è per domani, martedì 15 luglio, a partire dalle ore 18,00. L’occasione quest’anno è data dalla presentazione delll’ultimo lavoro in libreria di Roberta Bruzzone dal titolo “Patriarcato Criminale”. Modera il dibattito il giornalista Giulio Mancini. Prendendo spunto da tre efferati casi di cronaca, comunemente considerati “femminicidi”, la profiler affronta il tema del patriarcato e della sua deriva più tragica.
Il libro affronta, dunque, un tema scottante e di estrema attualità, evidenziandone anche la drammatica striscia statistica: i femminicidi in Italia e la cultura patriarcale che li alimenta. Partendo dalla toccante lettera di Elena Cecchettin, sorella di Giulia, l’autrice smonta l’idea che l’assassino sia un “mostro”, definendolo invece un prodotto “sano” di una società ancora troppo permeata dal patriarcato.
Il volume ci spinge a riconoscere gli stereotipi inconsci che ci condizionano e ci mostra la loro brutale attualità attraverso tre storie emblematiche: quella di Saman Abbas, uccisa per aver rifiutato un matrimonio forzato; Maria Chindamo, vittima di un duplice rifiuto alla famiglia dell’ex marito e alla ‘ndrangheta; e Giulia Cecchettin, il cui caso ha sconvolto l’Italia, rivelando la persistenza del patriarcato.

“Patriarcato Criminale” è un’analisi profonda che ci invita a prendere coscienza e a impegnarci attivamente per cambiare la cultura che genera tali violenze. Le loro storie non devono essere dimenticate: il compito di costruire una società più equa spetta a tutti noi.
Il patriarcato, inteso come “legge del padre” e sistema sociale di subordinazione femminile, è la vera radice della violenza sulle donne. Questa mentalità, per quanto anacronistica, persiste ancora oggi, giustificando il controllo assoluto maschile e punendo l’insubordinazione femminile. La donna viene ridotta a un’appendice dell’uomo, costretta ad assecondare e obbedire.
Attraverso riflessioni, dati e testimonianze, Roberta Bruzzone evidenzia quanto lavoro sia ancora necessario per smantellare una mentalità difficile da sradicare, ma assolutamente da fermare. È un appello urgente a riconoscere e combattere gli atteggiamenti ingiustificabili che ancora oggi armano la mano dei violenti.


















