Un anno fa la morte per overdose di un 66enne di Tivoli, e ora la svolta nell’indagine. I carabinieri hanno arrestato due amici della vittima un 74enne – l’uomo che aveva ordinato l’eroina e che l’aveva consumata con lui in casa, a Tivoli – e un 66enne dipendente pubblico della Città metropolitana di Roma, sempre tiburtino, che aveva consegnato con l’auto di servizio la dose che si è rivelata poi fatale.
Overdose a Tivoli, per la morte dell’uomo scattano tre arresti: nei guai pure un dipendente della Città metropolitana di Roma
Per entrambi gli indagati sono stati appena disposti gli arresti domiciliari. Un terzo uomo, un pusher gambiano di 30 anni, è stato invece sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per l’attività di spaccio (estranea però all’overdose).
Le accuse
Il 74enne e l’autista infedele in particolare sono accusati dalla procura di Tivoli di morte come conseguenza di altro reato e di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il dipendente pubblico risponde anche del reato di peculato.
Le misure cautelari sono state eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli su richiesta della Procura locale, dopo mesi di indagini.
L’auto di servizio per eludere i controlli
Dagli accertamenti è emerso come il 66enne dipendente pubblico avesse un ruolo centrale nello smercio di droga, utilizzando l’auto e una SIM aziendale per fare da intermediario tra pusher e clienti nelle zone di Ponte di Nona, Tor Bella Monaca e Tivoli.
Il 30 luglio dello scorso anno, il giorno della morte per overdose sarebbe stato proprio lui con l’auto di servizio a fare la consegna che poi ha scatenato l’overdose.
Le indagini hanno inoltre documentato come il dipendente pubblico consumasse talvolta droga insieme agli acquirenti, anche all’interno dell’auto di servizio, usata anche durante l’orario di lavoro per eludere i controlli delle forze dell’ordine.

















