Un’ombra di preoccupazione e sgomento avvolge la zona di Borghesiana, dopo il grave incidente avvenuto ieri in una piscina di un centro sportivo in Via della Capanna Murata, dove cinque bambini, di cui quattro fratelli, hanno accusato malori e sintomi di intossicazione subito dopo aver fatto il bagno. La piscina del centro sportivo è stata sequestrata. La Procura indaga per lesioni.
La comunità di Borghesiana vicina alle famiglie vuole chiarezza. Il racconto di uno dei bimbi: “All’improvviso tanto Cloro, mio fratello piegato non respirava.”
Un episodio che ha scosso profondamente l’intera comunità, mentre la Procura di Roma, sotto la guida della pm Rita Ceraso, ha immediatamente aperto un fascicolo di indagine, procedendo con l’ipotesi di reato per lesioni.
L’obiettivo principale è fare piena luce sulle cause dell’accaduto e, in particolare, accertare eventuali malfunzionamenti dell’impianto della piscina, un’indagine che ha già visto l’immediato intervento degli ispettori della ASL e che attende i rilievi della Polizia Scientifica.
Il racconto agghiacciante di uno dei fratellini: “All’improvviso tanto Cloro…”
Le condizioni di due fratellini, sebbene in miglioramento, restano sotto stretta osservazione nel reparto di pediatria, mentre un altro, il bimbo di 9 anni si trova in terapia intensiva presso il Policlinico Umberto I.
Un particolare agghiacciante è intanto emerso dal racconto di uno dei fratellini intossicati, una testimonianza che getta una luce sinistra sull’incidente: “All’improvviso tanto cloro, mio fratello piegato non respirava”.
Queste le parole, cariche di paura e sofferenza infantile, che hanno immediatamente sottolineano la gravità di una possibile “esposizione” chimica e la rapidità con cui il malore ha colpito i piccoli nuotatori. Il livello eccessivo di cloro o un’anomalia nel sistema di depurazione dell’acqua sono tra le ipotesi sulle quali si concentreranno gli accertamenti tecnici.
Indagini a tutto campo: ASL, Polizia Scientifica e Ispettorato del Lavoro
Per fare chiarezza sull’accaduto, la Procura ha mobilitato diverse figure professionali. Gli ispettori della ASL sono stati i primi a intervenire sul posto per effettuare i primi rilievi e prelevare campioni dell’acqua della piscina, necessari per le analisi chimiche, con l’attenzione rivolta non solo alla qualità dell’acqua, ma anche alla corretta manutenzione e funzionalità dell’intero impianto.
Il patron del centro nega i valori sballati
Cristian S. intanto, gestore di “Iperium Eventi” alla Borghesiana, dove cinque bambini sono rimasti intossicati, nega categoricamente irregolarità.
“La piscina era agibile, tutto a norma,” avrebbe affermato, sottolineando la regolarità con ASL e assicurazione. I valori del cloro secondo quanto sostenuto dal patron, erano corretti al mattino. L’incidente, per lui, sarebbe stato un “danno accidentale”.
L’uomo ha contattato personalmente la madre dei bambini – quattro dei cinque piccoli colti da malore -, esprimendo l’unico desiderio che tornino presto a stare bene.
Attesi i rilievi della Polizia Scientifica
In queste ore, inoltre, sono attesi i rilievi da parte della Polizia Scientifica, con il supporto del distretto Casilino, che effettuerà un sopralluogo approfondito per raccogliere ogni elemento utile alle indagini. Anche l’Ispettorato del Lavoro è stato coinvolto, per verificare il rispetto delle normative di sicurezza all’interno del centro sportivo, in particolare per quanto riguarda la gestione degli impianti e la sicurezza degli utenti, specialmente dei minori.
La comunità chiede massimi accertamenti e sicurezza nell’impianto sportivo
L’incidente della Borghesiana sta accendendo i riflettori sulla sicurezza delle piscine pubbliche e private, e a Borghesiana l’assoluta necessità di controlli rigorosi e accertamenti sui gravi fatti avvenuti ieri.
“La salute e l’incolumità dei bambini, in particolare, non possono in alcun modo essere compromesse da negligenze o malfunzionamenti – il commento di una mamma -. Questo episodio non doveva accadere ma spero che i bambini si rimettano presto e che l’incidente sia da monito per tutti i gestori di centri sportivi, e per la garanzia degli standard di sicurezza e dell’igiene per i nostri figli“.
L’intera comunità attende con ansia gli esiti delle indagini, sperando che episodi simili non abbiano più a ripetersi e che i piccoli coinvolti possano riprendersi completamente e al più presto:
“Ora anche se i bambini colpiti non sono i nostri, pretendiamo trasparenza e severità se i controlli dovessero riscontrare una forma di negligenza nella manutenzione che poteva costare conseguenze anche più terribili per i piccoli” – conclude un gruppo di utenti sul web.

















