L’investitore della bambina in monopattino di Ostia: “Potevano distruggersi due vite”

L'incidente aveva visto coinvolte nella zona di via dell'Idroscalo una bambina in monopattino e una Opel Corsa

L'investitore della bambina in monopattino di Ostia: "Potevano distruggersi due vite"
Immagine non collegata ai fatti

Un incidente terribile. Una bambina investita con il suo monopattino, a Ostia, e poi trasportata in eliambulanza in ospedale. Oggi il suo investitore ha affidato un messaggio ai social: “In meno di un secondo potevano distruggersi le vite della piccola, la mia e delle nostre famiglie”. 

L’incidente aveva visto coinvolte nella zona di via dell’Idroscalo una bambina in monopattino e una Opel Corsa

L’incidente che ha visto coinvolte una bambina di 13 anni, sul suo monopattino, e una Opel Corsa, è avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 22 maggio a Ostia, all’altezza del civico 300 di via dell’Idroscalo.

La ragazzina era stata portata in eliambulanza al Bambin Gesù.

“Penso che nessuno più di me può fare chiarezza sull’accaduto – scrive – In merito all’incidente della bambina all’ Idroscalo e dell’Opel Corsa, bene quell’Opel Corsa sono io. Non auguro a nessuno di vivere momenti del genere, da ieri non faccio che riavvolgere continuamente il nastro. Premetto che a me interessa solo la salute della bambina, però ci tengo a precisare, ed è tutto confermato da polizia municipale ecc.. che procedevo a non più di 20 km all’ora, anche perché lì ci abito anche io, e il tutto si è svolto, secondo me, in virtù del fascino che suscita in bambini, anche più piccoli, questo infernale mezzo a due ruote. Nessuno mai ha pensato che x bambini di un’età molto piccola tutto appare come un gioco, ma in strada il gioco è tutto meno che divertente …ma questo il bambino non può saperlo , e quindi le macchine che circolano sono solo una cornice all’emozione di poter guidare”.

Quando è stata soccorsa la bambina sembrava essere in gravi condizioni. Poi, secondo quanto si apprende, è stata stabilizzata e non sarebbe in pericolo di vita.

“Nel caso si fosse messa in maniera tragica per la bambina – prosegue –  probabilmente oggi i necrologi sarebbero stati due perché, pur non avendo nessuna colpa, dubito che avrei potuto sopportare una cosa del genere …però ho una figlia anche io, quindi sarebbe stato giusto creare dolore anche a lei ? Al di là delle leggi più o meno efficaci, vorrei invitare tutti noi adulti a riflettere prima di accontentare richieste dei figli di questo genere. So che a volte si commette questa leggerezza per tanti motivi ma, nel caso specifico, è un po’ come dare un motorino a un bambino. Ora la bambina sembra che non sia grave ma non posso fare a meno di pensare che ieri, potevano ‘accappottarsi’ in meno di un secondo le vite della piccola, la mia e delle nostre famiglie”.