Mazzette per snellire le pratiche urbanistiche, pioggia di condanne a Ostia. Due anni è la pena incassata oggi a piazzale Clodio dall’imprenditore Fabio Balini. L’ex patron dello “Shilling” ha patteggiato un episodio di corruzione che avrebbe architettato per tentare di sistemare degli abusi nello stabilimento, in parte poi spazzato via dalle mareggiate.
Mazzette per facilitare autorizzazioni a Ostia, in sette patteggiano: tra cui Balini
Per Balini (assistito dallo studio Gianluca Tognozzi) tuttavia, è stata disposta la sospensione della pena principale e quella accessoria, ossia l’interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione per lo stesso periodo.
Insieme all’imprenditore, altri sei imputati hanno scelto la via del patteggiamento, con pene comprese tra 10 mesi e 3 anni e 4 mesi di carcere.
Al centro del procedimento dei pm Stefano Pizza e Gennaro Varone, un sistema di tangenti camuffate con termini ironici come “intermezzi” e “un po’ di ossigeno” con l’obiettivo di accelerare o aggiustare l’esito delle pratiche edilizie.
L’inchiesta, che nel maggio del 2023 aveva fatto scattare per Balini i domiciliari, oggi, davanti al gip Patrone ha portato anche al rinvio a giudizio di tre imputati e a una condanna col rito abbreviato.
Le contestazioni a Balini
Secondo la ricostruzione della procura, Balini avrebbe cercato — tramite un intermediario — di influenzare l’esito negativo di una Conferenza di Servizi riguardante la sanatoria di alcuni opere (su terreno demaniale e non autorizzate) all’interno dello Shilling, come la pedana della discoteca e un chiosco.
Il denaro, 5.000 euro, sarebbe stato inizialmente versato tramite una terza persona e successivamente rimborsato da Balini. Tuttavia, l’esito fu comunque negativo, e il denaro venne restituito da uno dei funzionari del X Municipio coinvolti, Antonio Loddo (che ora ha patteggiato a 3 anni e 4 mesi).
La rete corruttiva avrebbe visto coinvolto anche il collega Salvatore Saraceno (che sarà processato col rito ordinario) con promesse di mazzette tra i 3.000 e i 5.000 euro da diversi imprenditori.
Tra gli episodi che sarebbero stati documentati: 3.000 euro per la Scia commerciale di un vivaio in via Pindaro, 1.000 euro per sanare abusi edilizi in via Fragiacomo, e una somma non precisata per ottenere una “corsia preferenziale” su una pratica in via Ferroni.
Le tangenti in Municipio: le altre condanne
Qualche giorno fa sempre per le tangenti al X Municipio sono scattate altre condanne nell’ambito di un procedimento risalente agli anni tra il 2016 e il 2017.
La pena più severa, pari a 7 anni, è stata inflitta a Franco Nocera, ex responsabile dell’Ufficio Edilizia Privata del Municipio. Tra i condannati anche Giuliano Cicconi, cognato di Bobo Craxi. Secondo gli inquirenti, Nocera avrebbe ricevuto denaro e regali per chiudere un occhio su abusi edilizi e, in alcuni casi, avrebbe persino suggerito come aggirare i controlli.


















