Metti una firma, svincoli la casa e da un giorno all’altro cambia tutto per chi vive a Roma. La differenza tra il diritto di superficie e la piena proprietà sta per tradursi in tranquillità reale per migliaia di famiglie, nei sei Piani di Zona interessati dalla nuova delibera dell’Assessorato all’Urbanistica.
Roma sblocca altri sei quartieri per trasformare il diritto di superficie in piena proprietà. L’assessore: “Useremo gli incassi per completare opere pubbliche”
La novità riguarda nello specifico sei quadranti della capitale ben distribuiti sul territorio urbano. Gli immobili dei cittadini coinvolti infatti, si trovano a Casal Monastero nel Municipio IV, Casale Rosso e Casale Rosso 2 nel Municipio V, Cecchignola Sud nel Municipio IX, Acilia Saline nel Municipio X e Selva Nera nel Municipio XIV.
Gli uffici capitolini hanno concluso un’attenta fase di verifiche tecniche e amministrative che ha preso in esame 15 Piani di Zona complessivi. Di questi, i sei quartieri selezionati sono risultati in possesso di tutti i requisiti idonei per accedere subito alle procedure di trasformazione.
I proprietari che decideranno di aderire dunque, potranno firmare la nuova convenzione con Roma Capitale, per riscattare formalmente il terreno su cui sorge la propria abitazione, portando a 46 il totale dei Piani di Zona sbloccati nella Capitale.
Libere vendite e mutui senza ostacoli burocratici
Il passaggio dal diritto di superficie alla piena proprietà, produrrà effetti immediati sul valore economico delle abitazioni e sulla vita quotidiana delle famiglie.
Chi possiede un immobile realizzato in regime di diritto di superficie, deve spesso fare i conti ormai, con prezzi vincolati e severe limitazioni in caso di vendita. Una volta completata la trasformazione invece, queste restrizioni decadono e l’alloggio acquisisce la piena commerciabilità al valore di mercato.
A migliorare poi, sarà anche il rapporto con gli istituti di credito, che diventerà nettamente più agevole. Questo, perché le banche tendono ad applicare criteri molto rigidi quando devono concedere un mutuo su immobili soggetti a diritto di superficie, erogando talvolta cifre inferiori o imponendo tassi meno favorevoli.
Diventare proprietari effettivi, andrà ad azzerare queste complicazioni burocratiche e renderà più semplice l’accesso ai prestiti o la rinegoziazione dei contratti di mutuo già esistenti.
Risorse incassate per completare strade e servizi nei quartieri
Un elemento fondamentale di tutta l’operazione risiede nel destino delle somme versate dai cittadini per riscattare il terreno.
I fondi raccolti da Roma Capitale, non andranno a perdersi nelle casse generali dell’amministrazione, ma avranno una destinazione vincolata ben precisa. La priorità individuata dalla delibera, è infatti quella di utilizzare gli introiti per realizzare e completare le opere di urbanizzazione ancora in sospeso nei singoli Piani di Zona.
Si tratta di interventi attesi da anni, che servono a colmare le storiche carenze di infrastrutture, come l’asfaltatura delle strade, l’illuminazione pubblica, i parcheggi di zona, i parchi e gli spazi verdi attrezzati. In questo modo, l’investimento economico sostenuto dalle singole famiglie per affrancare l’immobile si trasforma in un beneficio diretto per l’intero quartiere e per la vivibilità quotidiana dei residenti.
Il cambio di passo dopo vent’anni di blocco totale
L’attuale fase di sblocco, rappresenta una svolta radicale rispetto alla storia recente della gestione urbanistica romana. Dopo i primi 14 Piani di Zona autorizzati nel lontano 2003, la situazione era rimasta completamente ferma per oltre vent’anni, lasciando nel limbo migliaia di proprietari.
A partire dal 2023, la giunta capitolina ha impresso una decisa accelerazione alle pratiche. Soltanto in quell’anno sono stati sbloccati 17 Piani di Zona, tra cui Casale Nei nel Municipio III, Settecamini Casal Bianco nel IV, Castelverde, Lunghezza, Lunghezzina I e Rocca Fiorita nel VI, Romanina nel VII, Casale Fattoria, Spinaceto 2 e Tor Pagnotta nel IX, Madonnetta II e Malafede nel X, Muratella nell’XI, Pisana Vignaccia al XII, oltre a Pian Saccoccia, Torresina II e Via Ponderano nel Municipio XIV.
La spinta conclusiva tra il 2024 e il 2025
Il lavoro degli uffici amministrativi è proseguito a ritmo sostenuto anche negli anni successivi per estendere l’opportunità ad altre aree urbane. Nel 2024 si sono aggiunti altri quattro quadranti strategici: Settecamini nel Municipio IV, La Rustica nel Municipio V, Giardinetti nel Municipio VI e Acqua Acetosa nel Municipio IX. Nel 2025 il raggio d’azione si è ulteriormente ampliato con l’autorizzazione di altri cinque Piani di Zona, precisamente Osteria del Curato 2 nel Municipio VII, Trigoria I, Trigoria III e Ferratella nel Municipio IX, Madonnetta I nel Municipio X e Colle Fiorito nel Municipio XIV.
Questo percorso progressivo ha permesso di triplicare il numero delle zone trasformabili rispetto al passato, ponendo le basi per risolvere in via definitiva una questione urbanistica spinosa per tutta la città di Roma.
“La trasformabilità non è soltanto una procedura amministrativa: significa dare certezze a circa 15 mila persone, superare i vincoli e reinvestire nella qualità dei quartieri in cui vivono” – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia.


















