ASL Roma 3, all’Idroscalo di Ostia nuova rete d’assistenza sanitaria per le persone più fragili

All’Idroscalo di Ostia nasce una rete di assistenza sanitaria per le persone fragili, con servizi di cura e supporto sul territorio promossi dalla ASL Roma 3

Immagine di repertorio.

Ci sono persone per le quali anche andare dal medico, chiedere una visita o trovare informazioni sulle cure può diventare un problema. Le difficoltà economiche, la mancanza di una casa stabile, le barriere linguistiche e la scarsa conoscenza dei servizi possono impedire di ricevere l’assistenza necessaria. All’Idroscalo di Ostia nasce una nuova collaborazione proprio per raggiungere chi vive queste situazioni e rischia di rimanere escluso dai normali percorsi di cura.

All’Idroscalo di Ostia nasce una rete di assistenza sanitaria per le persone fragili, con servizi di cura e supporto sul territorio promossi dalla ASL Roma 3

L’idea è cambiare prospettiva: non aspettare soltanto che siano le persone in difficoltà a raggiungere i servizi, ma portare l’assistenza direttamente vicino a loro. Significa ascoltare, capire quali sono i bisogni, fornire informazioni e accompagnare chi ne ha necessità verso medici, strutture sanitarie e percorsi di prevenzione.

È questo l’obiettivo del protocollo firmato da ASL Roma 3, Roma Capitale-Municipio X, LA RADA ODV e MEDU-Medici per i Diritti Umani.

Nel dettaglio, questo accordo punta a rafforzare la rete sociosanitaria dell’Idroscalo di Ostia, mettendo in collegamento servizi sanitari, assistenza sociale e associazioni per ridurre le difficoltà di accesso alle cure.

La firma è avvenuta negli uffici del Municipio X, presenti Laura Figorilli, direttrice generale di ASL Roma 3, il dottor Roberto Morello, direttore sanitario del Distretto Municipio X, Mario Falconi, presidente del Municipio X, Denise Lancia, assessora alle Politiche sociali e alle Pari opportunità, insieme ai rappresentanti delle associazioni.

La Rada e MEDU: chi sono le associazioni coinvolte

Nel progetto hanno un ruolo importante anche le due associazioni che affiancheranno le istituzioni e i servizi sanitari. Si tratta di realtà con esperienze diverse, ma unite dall’impegno accanto alle persone che vivono situazioni di fragilità.

LA RADA ODV è un’associazione di volontariato nata nel luglio 2020 proprio all’Idroscalo. Il nome richiama una zona di mare riparata, dove le imbarcazioni possono trovare protezione. L’associazione promuove attività sociali, formative e lavorative e sostiene le persone e la comunità locale. La sigla ODV significa Organizzazione di volontariato.

MEDU è invece l’acronimo di Medici per i Diritti Umani, un’organizzazione umanitaria indipendente e senza fini di lucro nata nel 2004. Si occupa di assistenza sanitaria e tutela dei diritti delle persone più vulnerabili, con particolare attenzione a chi incontra ostacoli nell’accesso alle cure.

La loro partecipazione permette di unire le competenze sanitarie alla conoscenza diretta del territorio e delle persone. Un contributo importante per individuare le necessità, creare occasioni di ascolto e aiutare chi è in difficoltà a trovare una risposta.

Dall’iscrizione al Servizio sanitario all’aiuto per trovare un medico

Il protocollo prevede interventi pratici per rendere più semplice il rapporto con il sistema sanitario. Tra questi c’è il supporto per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale e per la scelta del medico di medicina generale o del pediatra.

Le persone potranno inoltre ricevere informazioni e accompagnamento per accedere ai servizi del Distretto sanitario. È prevista anche un’attività di facilitazione linguistica e culturale, per rendere più semplici le comunicazioni e superare le difficoltà che possono nascere quando non si conoscono bene la lingua o le procedure.

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Canaledieci.it.

Un punto centrale sarà la medicina di prossimità. Significa portare l’attenzione sanitaria anche fuori dagli ambulatori, raggiungendo le persone nei luoghi in cui vivono e cercando di individuare i problemi prima che diventino più gravi.

Le attività sul territorio serviranno a riconoscere i bisogni di salute, fornire indicazioni e favorire il contatto con i servizi. Particolare attenzione sarà riservata alle persone senza dimora e a chi vive in abitazioni precarie, soprattutto quando alle difficoltà sociali si aggiungono problemi di salute.

Prevenzione e screening: più attenzione a chi rischia di restare escluso

L’accordo non riguarda soltanto chi ha già bisogno di cure. Una parte importante del progetto è dedicata anche alla prevenzione e agli screening, per aiutare le persone a effettuare controlli e accertamenti che possono permettere di individuare in tempo eventuali problemi di salute.

Chi vive in condizioni difficili può infatti essere costretto a rimandare visite e controlli oppure non sapere a quali servizi rivolgersi. La collaborazione vuole ridurre anche queste difficoltà, offrendo informazioni e sostegno per raggiungere i percorsi disponibili.

Il lavoro sarà condiviso tra ASL Roma 3, servizi sociali del Municipio X e associazioni. Ognuno metterà a disposizione le proprie competenze per seguire le situazioni più delicate e aiutare le persone a non perdersi tra uffici, procedure e richieste diverse.

L’obiettivo è costruire un percorso più semplice e vicino alle necessità di ciascuno, evitando che la mancanza di informazioni o di un sostegno adeguato impedisca di ricevere assistenza.

Per Laura Figorilli, la collaborazione tra sanità, istituzioni e associazioni permette di rafforzare il rapporto tra i servizi e la comunità. L’intesa punta a migliorare l’accesso alle cure e alla prevenzione, facendo arrivare il sostegno anche dove è più difficile raggiungere le persone.

Roberto Morello ha evidenziato il valore di un modello basato sull’ascolto e sulla presenza sul territorio. La salute non significa soltanto curare una malattia, ma anche informare, orientare e aiutare le persone a trovare il servizio giusto al momento giusto.

Anche Denise Lancia ha sottolineato l’importanza dell’accordo, che punta a non lasciare indietro nessuno e riconosce il ruolo fondamentale del volontariato e delle associazioni.

Nei prossimi passaggi, la collaborazione dovrà tradursi in attività di ascolto e orientamento direttamente all’Idroscalo. Gli operatori potranno aiutare le persone a regolarizzare la propria posizione nel Servizio sanitario, individuare il medico di riferimento, conoscere i servizi disponibili e accedere agli screening e ai percorsi di prevenzione. Quando necessario, sarà possibile accompagnarle verso le strutture competenti e favorire il collegamento con i servizi sociali.

Una rete d’assistenza sanitaria per raggiungere le persone più fragili

A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è Laura Figorilli, direttrice generale della ASL Roma 3, che evidenzia il valore della collaborazione con il Terzo settore per avvicinare i servizi sanitari alle persone più vulnerabili e intercettare i bisogni di chi vive in condizioni di maggiore fragilità: “La collaborazione con il Terzo settore rappresenta un elemento strategico per intercettare i bisogni emergenti e rafforzare la capacità dei nostri servizi di raggiungere anche le persone che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso alle prestazioni sanitarie e sociali”.

Sull’importanza di garantire cure e assistenza anche a chi vive ai margini interviene Alberto Barbieri, coordinatore generale di MEDU, che richiama il ruolo della medicina di prossimità e della collaborazione tra realtà sanitarie e sociali: “Per MEDU significa poter contribuire in modo ancora più strutturato a garantire prossimità, accesso alle cure e continuità assistenziale alle persone più vulnerabili, svolgendo quella funzione di ponte tra chi resta ai margini e il Servizio Sanitario Nazionale”.