“Trattati da cani” a Manchester: denuncia social dei tifosi della Roma descrive momenti drammatici allo stadio

Le drammatiche testimonianze di alcuni tifosi della Roma nella denuncia diffusa da un avvocato: "Ragazzo a terra privo di sensi, trattato come una persona da arrestare"

E’ stata una trasferta caratterizzata da forte tensione, tre arresti e polemiche sui metodi di gestione dell’ordine pubblico all’Old Trafford. Al termine del match tra Manchester United e Roma, la ricostruzione drammatica di alcuni tifosi italiani, descrive disordini, rallentamenti ai varchi e il controverso soccorso ad un giovane tifoso colto da malore, poi trasportato in ospedale.

Le drammatiche testimonianze di alcuni tifosi della Roma nella denuncia diffusa da un avvocato: “Ragazzo a terra privo di sensi, trattato come una persona da arrestare”

La trasferta oltremanica della tifoseria romanista si è conclusa con un bilancio complesso e pesante, che va al di là del risultato sportivo. Secondo quanto riferito da diverse testimonianze raccolte sul posto, la giornata è stata segnata da momenti di concitazione sia prima che dopo il triplice fischio finale.

A far discutere sono le dichiarazioni rilasciate da alcuni sostenitori presenti a Manchester e la testimonianza di una tifosa affidata ai social dall’avvocato. Due tifosi giallorossi,, hanno espresso con amarezza il proprio disappunto per le modalità di gestione dell’ordine pubblico: “Ci hanno trattato da cani”.

Nel loro racconto evidenziano come il corteo partito dal centro cittadino abbia impiegato circa un’ora per raggiungere lo stadio e altrettanto tempo per accedere al settore ospiti. Durante le fasi di attesa poi, si sarebbero verificate le prime situazioni di disagio fisico e alcuni momenti di frizione con le forze dell’ordine inglesi, culminati con l’arresto di tre tifosi e il fermo di altri sostenitori.

Per protesta, il settore ospiti ha capovolto lo striscione ed è rimasto in silenzio per i primi quindici minuti della gara.

L’episodio nei pressi dei servizi igienici: la testimonianza diffusa via social

Gli aspetti che richiedono maggior chiarezza riguardano quanto avvenuto al termine della partita, nei corridoi interni dello stadio. L’avvocato Lorenzo Contucci ha reso pubblica la testimonianza spontanea di una tifosa della Roma presente a pochissima distanza dal luogo in cui un giovane sostenitore è stato immobilizzato dal personale di vigilanza privata dello stadio.

La donna, scossa dall’accaduto, ha descritto l’atmosfera nei corridoi parlando di uno schieramento imponente di personale di sicurezza. Nel suo racconto, riportato integralmente dal legale, la testimone descrive i momenti in cui si trovava nei bagni: «Ho sentito distintamente la voce di un ragazzo. Una voce sola, vicinissima, tanto che mi sembrava provenisse dall’interno dei bagni. Gridava: “Ahi, ahi! Aiuto, aiuto!”. Mi si è gelato il sangue nelle vene».

Affacciatasi nel corridoio, la donna dichiara di aver visto il ragazzo a terra, immobilizzato da diversi steward. Nel testo diffuso dal legale si apprende che il giovane avrebbe riportato conseguenze fisiche rilevanti, a seguito dell’intervento di contenzione, fino ad accusare una grave perdita di conoscenza e problemi respiratori.

I tentativi di soccorso e la richiesta di intervento medico

Nel prosieguo della testimonianza resa dall’avvocato Contucci, viene evidenziata la drammaticità di quei momenti e la reazione dei presenti di fronte alle condizioni del ragazzo a terra. La tifosa ha raccontato di essersi rivolta direttamente agli operatori presenti sul posto, per richiamare la loro attenzione sulla gravità della situazione.

Come riportato nel virgolettato della testimone: «Mi sono avvicinata, ho preso uno steward per il braccio e gli ho detto in inglese: “Oi, oi! Don’t you see? He’s not breathing! You have to call a doctor!”».

Secondo il racconto, anche altri sostenitori presenti nel corridoio avrebbero iniziato a urlare verso il personale di vigilanza sollecitando l’intervento immediato di personale sanitario, ma la testimone ha evidenziato come la percezione generale fosse che gli steward stessero trattando il giovane come una persona da fermare e arrestare, senza rendersi conto tempestivamente del suo stato di incoscienza.

Solo un medico di nazionalità italiana presente tra i tifosi, si sarebbe successivamente avvicinato per prestare il primo soccorso.

Gli accertamenti sanitari e il rientro in Italia

Dopo i momenti di grande apprensione e i primi interventi di rianimazione praticati sul posto, il giovane tifoso romanista è stato soccorso e trasportato presso la struttura ospedaliera locale per le cure del caso. La ricostruzione degli eventi conferma che il ragazzo, dopo essere stato sottoposto a tutti gli accertamenti medici necessari, si è ripreso ed è potuto rientrare in Italia.

La vicenda lascia però aperti diversi interrogativi in merito alle procedure applicate all’interno dell’impianto sportivo per la gestione del deflusso e sulle dinamiche che hanno portato al fermo del giovane.

Le testimonianze raccolte e diffuse sui canali social, delineano un quadro di forte tensione su cui i soggetti coinvolti e le autorità competenti dovranno fare piena luce.