Non si ferma l’ondata di occupazioni negli istituti superiori della Capitale. Nella mattinata di oggi, mercoledì 4 novembre, sono stati occupati dai collettivi studenteschi altri tre licei storici: il classico e scientifico Socrate alla Garbatella, il classico Ennio Quirino Visconti a piazza del Collegio Romano e il classico Pilo Albertelli all’Esquilino.
Socrate, Visconti e Pilo Albertelli sono gli ultimi licei occupati. Caro vita, edilizia e Dl Sicurezza tra i nodi della protesta. Mannoia tra i ragazzi di Prati, ma la dirigente diffida gli esterni
Sale così il numero degli istituti capitolini attualmente mobilitati, che vanno ad aggiungersi a una lista già lunghissima comprensiva di Righi, Augusto, Tasso, Argan, von Neumann, Margherita di Savoia, Ripetta, Piaget-Diaz, Plauto, Nomentano, Russell, Avogadro, Pinturicchio e Caravillani.

Al centro della protesta c’è una piattaforma politica ampia e composita: le criticità strutturali dell’edilizia scolastica, i rincari legati al caro vita, la contrarietà al Dl Sicurezza e le prese di posizione contro le guerre nel contesto internazionale.
Blitz all’alba e porte sbarrate: scatta lo stop alle lezioni
I blitz sono scattati prima dell’orario di apertura dei cancelli, cogliendo di sorpresa il personale scolastico e costringendo i dirigenti a interrompere immediatamente la didattica. Al liceo Socrate, il preside Carlo Firmani ha spiegato in una nota che gli studenti «sono entrati senza autorizzazione negli spazi prima dell’orario di apertura, impedendo il regolare svolgimento delle lezioni». Il dirigente ha formalmente informato le forze dell’ordine e le autorità sanitarie, disponendo la sospensione di tutte le attività curricolari ed extracurricolari.
Scenari speculari anche negli altri due plessi del centro. Al Pilo Albertelli, la dirigenza ha inviato un avviso formale alle famiglie invitando i genitori a «tenere i propri figli a casa fino al ripristino delle normali condizioni di agibilità», constatando che non sussistono più i presupposti di sicurezza per l’accesso.
Sul sito del Visconti, infine, la presidenza ha confermato lo stop forzato delle lezioni, precisando di aver avvisato tempestivamente le forze dell’ordine e rimandando al portale web per i prossimi aggiornamenti sulla riapertura.
Mannoia al Mamiani: la sorpresa col megafono tra i ragazzi

Mentre l’ondata di proteste conquista nuovi plessi, nel quartiere Prati si registra l’episodio più mediatico della giornata. Al Liceo Mamiani — in occupazione già dalla serata del 27 ottobre — si è presentata a sorpresa la cantautrice Fiorella Mannoia. In jeans, sneakers bianche e megafono in mano, l’artista romana si è inserita nel cortile dell’istituto insieme alle giovani attrici Nicole Rossi e Sofia Iacuitto, accolta con calore dagli studenti riuniti in cerchio.
L’incontro è arrivato a margine di un laboratorio di cittadinanza critica e femminista curato da Eleonora de Nardis e Michela Bonafoni. «Questa occupazione non è solo occupare un istituto», ha detto Mannoia ai ragazzi tra scatti, video e selfie rilanciati sui canali social del Collettivo sulle note di Quello che le donne non dicono.
La replica della preside: «Aula in illegalità, diffidiamo gli esterni»
L’incursione della cantautrice non ha però attenuato la fermezza della dirigenza scolastica. Pur prendendo atto delle attività di pulizia e manutenzione autonoma svolte dagli studenti negli spazi occupati nei giorni scorsi, la preside del Mamiani, Tiziana Sallusti, ha marcato con decisione il confine istituzionale.
In una nota ufficiale, la dirigente ha ribadito che lo stato di occupazione «costituisce un pericolo per l’incolumità dei ragazzi e un grave gesto contro il diritto allo studio», arrivando a lanciare un chiaro monito a chiunque decida di varcare la soglia del plesso: «Diffidiamo ospiti e “sedicenti” esperti a partecipare alle attività degli studenti occupanti, perché la scuola si trova in una situazione di illegalità».



















