Si aggrava il bilancio dei provvedimenti, a seguito delle manifestazioni in forma di corteo non autorizzate svoltesi a Roma al termine dello sciopero generale. Gli accertamenti condotti dalla Questura capitolina hanno portato all’identificazione di oltre 300 giovani e alla denuncia di sette persone, mentre si valutano fogli di via per i non residenti.
Tensione e blocchi stradali a margine dello sciopero generale: la Questura stringe il cerchio sui soggetti identificati e lo stop dei trasporti
Quella che doveva essere una giornata di protesta contro il carovita e la manovra economica ha lasciato dietro di sé una lunga scia di accertamenti e provvedimenti giudiziari. I riflettori degli investigatori sono puntati sui momenti di maggior tensione registrati nel cuore della Capitale al termine della mobilitazione indetta dal sindacato Usb.
Le forze dell’ordine hanno passato al setaccio le posizioni di ben 369 ragazzi intercettati durante i vari blitz e i cortei improvvisati. Per sette di loro la situazione si è subito complicata con l’avvio delle prime denunce.
Le accuse contestate vanno dalla resistenza aggravata a pubblico ufficiale al travisamento del volto in luogo pubblico, fino al porto di oggetti atti ad offendere e al blocco della circolazione stradale.
Per tutti gli altri identificati, gli uffici di via San Vitale continuano a vagliare filmati e riscontri sul campo per stabilire singole responsabilità penali e sanzioni amministrative.
Cassonetti ribaltati, uova e cariche di alleggerimento
I disordini si sono accesi gradualmente, frammentandosi in diversi focolai lungo le vie del centro. Mentre un gruppo di manifestanti decideva di piantare le tende in via dei Fori Imperiali chiedendo un presidio ad oltranza, un serpentone di circa 300 giovani, si è staccato dal percorso concordato puntando verso Villa Celimontana.
Arrivati in via Claudia, il clima si è surriscaldato all’improvviso: sono stati rovesciati diversi cassonetti della spazzatura ed è scattato un fits lancio di oggetti e rottami contro lo schieramento delle forze dell’ordine.
Gli agenti in assetto antisommossa hanno risposto con una prima carica di alleggerimento per spezzare l’assedio e disperdere la folla. Poco distante, davanti al Ministero dell’Istruzione, un’altra frangia ha preso di mira i poliziotti con un fitto lancio di uova prima di tentare la spinta verso Ponte Sisto per raggiungere il Parlamento, venendo nuovamente bloccata dalle cariche dei reparti della Celere. La marcia si è infine mossa tra slogan e cori lungo il lungotevere e Ponte Sublicio, fino a raggiungere l’area di Piramide dopo un veloce confronto con i blindati.
Paralisi in viale Aventino: il blitz del tram e le sanzioni Atac
Oltre agli scontri diretti con i reparti mobili, a finire nel mirino degli inquirenti sono state le pesanti ripercussioni subite dalla viabilità cittadina e dai trasporti pubblici a causa delle marce non preavvisate. Il punto critico si è registrato lungo viale Aventino, dove un folto gruppo di manifestanti si è deliberatamente seduto sull’asfalto per bloccare il traffico delle auto e mandare in tilt la linea dei tram.
Una mossa pensata per guadagnare tempo e ostacolare le operazioni di riconoscimento avviate dagli agenti della Polizia di Stato. Ora però la manovra rischia di costare molto cara: la Questura ha stretto un contatto diretto con i vertici dell’Atac per conteggiare i minuti esatti di stop al servizio pubblico. I dati relativi ai ritardi accumulati dai mezzi e ai blocchi dei binari serviranno a blindare le accuse per il reato di blocco stradale e a far scattare salatissime sanzioni amministrative.
La stretta sui manifestanti arrivati da fuori cittÃ
L’ultimo capitolo di questa complessa indagine riguarda la provenienza geografica dei ragazzi finiti nei registri delle forze dell’ordine. Dall’incrocio dei dati anagrafici effettuato sui 369 identificati è emerso che una fetta importante dei partecipanti era giunta a Roma appositamente per la giornata di protesta, arrivando da altre province e regioni.
Di fronte a questo dato, la Divisione Anticrimine ha fatto scattare l’iter per applicare la misura del foglio di via obbligatorio con contestuale divieto di ritorno nel comune di Roma. La durata del provvedimento di allontanamento verrà stabilita caso per caso in base al ruolo avuto nei disordini e ai precedenti individuali, applicando con la massima severità i parametri fissati dalle normative sull’ordine pubblico.


















