L’anomala stagione dei delfini tra l’esemplare spiaggiato a Furbara e quelli in festa alle Secche di Tor Paterno

I delfini sono ancora nei pressi del nostro litorale per via delle ancora miti condizioni del mare

E’ una stagione anomala anche per i delfini quella che si sta consumando in questi giorni di un’estate che sembra non voler andar via. Una stagione a due facce tra l’inevitabile corso della natura con un delfino spiaggiato e ormai morto sulla costa di Furbara, nel comune di Cerveteri e quelli in atmosfera di festa alle Secche di Tor Paterno poco a sud di Ostia.

I delfini sono ancora nei pressi del nostro litorale per via delle ancora miti condizioni del mare

La drammatica scoperta è avvenuta questa mattina di sabato 31 ottobre. La carcassa di un delfino è stata avvistata da alcuni passanti sulla riaccendendo i riflettori sulla delicata questione degli spiaggiamenti che si verificano con regolarità sulle spiagge italiane.

Subito dopo il rinvenimento, sono state avvertite la Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino e la Asl Roma 4 che attiveranno le procedure per la rimozione in sicurezza del cetaceo ed effettueranno le analisi sanitarie di rito utili a comprendere le cause del decesso.

Fenomeno non isolato

Il fenomeno dello spiaggiamento è, purtroppo, tutt’altro che isolato e vede ogni anno circa 200 delfini finire ormai senza vita sulle coste del Paese. Particolarmente esposto è il bacino del Mar Tirreno che, bagnando regioni ad altissima frequentazione e traffico marino come Toscana, Lazio e Campania, registra storicamente una percentuale elevatissima di questo tipo di eventi, colpendo principalmente esemplari di tursiope e stenella striata.

I mesi più colpiti dal fenomeno

Le statistiche evidenziano come la concentrazione più alta di spiaggiamenti si verifichi regolarmente tra i mesi di gennaio e aprile. Si tratta di un picco stagionale legato, principalmente, a due fattori chiave: le forti mareggiate invernali, che tendono a spingere a riva animali già debilitati o deceduti al largo, e i periodi di maggiore vulnerabilità biologica dovuti a infezioni virali tipiche di questi mesi. Gli esperti continuano a monitorare il fenomeno per comprendere appieno l’impatto dei cambiamenti ambientali sulla fauna del Mediterraneo.

Il rito dei tuffi alle Secche di Tor Paterno

All’interno del parco acquatico si è verificato un fenomeno di tenore completamente opposto caratterizzato dai tuffi degli esemplari avvistati questa mattina da un gruppo di sub.

“Anche in questo periodo, alla fine di ottobre la presenza dei delfini sottolinea che le condizioni del mare sono ancora buone”, dice Sabrina Macchioni del Blue Marlin Diving Center al porto turistico di Ostia.

“Continuano a frequentare questa zona perché la temperatura dell’acqua è mite e la disponibilità di cibo abbondante i salti confermano il loro entusiasmo per la presenza di pesce con cui sostentarsi. Condizioni -aggiunge Macchioni- confermate anche dall’incontro che abbiamo avuto con una tartaruga che è uscita fuori dalla acqua e poi si è inabissata. Oggi è stato veramente uno spettacolo che testimonia l’eccezionalità delle condizioni marine in questo tratto del Tirreno”.