La Capitale si conferma uno dei mercati immobiliari più dinamici, ma al contempo sempre più proibitivi, dell’intero panorama nazionale anche grazie alla spinta delle misure green implementate per l’efficientamento energetico degli edifici.
A Roma una rivalutazione degli immobili accentuata da tecniche di efficientamento energetico, uno studio Fiaip fotografa le quotazioni quartiere per quartiere
Nel corso del primo semestre di quest’anno, i prezzi delle abitazioni romane hanno registrato un incremento del 6,4%, spinti da una domanda in costante crescita (+15,6%, l’aumento più consistente tra tutte le grandi città metropolitane italiane) a fronte di un’offerta di immobili in vendita che continua a contrarsi, mettendo a segno un ulteriore calo del 6%.
I dati emergono in modo nitido dal report “Fiaip Monitora”, coordinato da Cinzia Pieia, delegata all’Osservatorio immobiliare di Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) Roma e Lazio, presentato oggi, giovedì 29 ottobre, durante il convegno “Roma emissioni zero. Le politiche dell’abitare tra Direttiva europea Case Green e riqualificazione urbana”, tenutosi.
L’emergenza accessibilità e la mappa dei prezzi
Dietro il dinamismo dei numeri si cela una criticità sociale evidente: il peggioramento dell’accessibilità all’acquisto. Oggi, un cittadino con un singolo reddito può permettersi meno del 9% degli immobili presenti sul mercato capitolino. Anche considerando i nuclei familiari a doppio reddito, la quota di abitazioni accessibili non supera il 41%, in calo di 4,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025.
Roma resta saldamente sul podio delle città più care d’Italia, preceduta soltanto da Milano e Firenze, con un prezzo medio richiesto che tocca i 3.784 euro al metro quadro. Nel Centro Storico si raggiungono i picchi più elevati: nel celebre “Tridente” le nuove costruzioni oscillano tra i 9.500 e i 10.000 euro/mq, mentre gli immobili ristrutturati nel resto del centro viaggiano su medie di 5.600-5.900 euro/mq. L’Esquilino si conferma l’area centralissima più contenuta, con valori compresi tra 4.400 e 4.900 euro/mq.
Tra le zone semicentrali spiccano i quartieri Salario-Trieste (fino a 8.400 €/mq) e Parioli (fino a 8.200 €/mq), mentre le quotazioni più accessibili si riscontrano nell’area Aurelio-Gianicolense e a Ostiense. Spostandosi nelle periferie, Appio-Claudio registra i valori medi più alti (4.500-4.800 €/mq), al contrario di Acilia Nuova-Madonnetta, che si attesta tra i 2.200 e i 2.500 €/mq.
Parallelamente, cresce anche la pressione sul comparto affitti: nel terzo trimestre del 2026 sono stati stipulati circa 13.000 contratti di locazione (+6,1% sul primo trimestre), con un canone medio ordinario che raggiunge i 1.200 euro al mese per un bilocale o trilocale.
L’effetto “Case Green” e le opportunità di riqualificazione
Un focus centrale dello studio riguarda l’impatto dell’efficientamento energetico in vista del recepimento della direttiva europea sulle “Case Green“.
L’indagine individua 16 zone ad alto potenziale di rivalutazione, dove gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento su palazzine in cemento armato edificate tra gli anni ’50 e ’70 (in aree come Balduina, Montagnola, San Paolo e Marconi) possono generare un incremento di valore compreso tra i 700 e i 1.500 euro al metro quadro.
All’incontro, moderato dal giornalista Vincenzo Campo, hanno preso parte figure istituzionali e addetti ai lavori, tra cui l’Assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, il Senatore Andrea De Priamo, i vertici Fiaip Fabrizio Segalerba e Marco Fiorentini, oltre a rappresentanti di ENEA, dell’Ufficio Clima di Roma Capitale e di NetZeroCities.
Il dibattito ha ribadito come la sfida dell’efficienza energetica rappresenti un passaggio obbligato, capace sia di riqualificare l’architettura urbana sia di ridisegnare il valore patrimoniale della Capitale.


















