Nove comuni dell’area metropolitana di Roma scendono in campo al fianco degli agricoltori in protesta e portano le istanze del territorio al tavolo della Regione Lazio e del Ministero dell’Agricoltura.
I sindaci di 9 Comuni al presidio di Valmontone: pronto un documento unico per Regione e Ministero contro il caro carburante e la crisi del settore
Nel pomeriggio di ieri, 27 ottobre, il presidio degli agricoltori attivo da giorni nei pressi del casello autostradale della A1 a Valmontone ha visto l’arrivo di un’insolita e compatta delegazione istituzionale: sindaci e amministratori locali, con le fasce tricolori, sono arrivati tra i manifestanti per portare un sostegno che punta a trasformare la protesta di piazza in un’azione politica concreta.
I Comuni a sostegni
All’iniziativa hanno fatto fronte comune le amministrazioni di ben nove Comuni del territorio – Valmontone, Zagarolo, Labico, Colleferro, Gavignano, Palestrina, Montelanico, Artena e Castel San Pietro Romano – affiancate dal vicesindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, Pierluigi Sanna.
Un’unione d’intenti rara e dal forte valore simbolico, nata con l’obiettivo preciso di non lasciare soli i lavoratori di un comparto ormai allo stremo.
Durante il confronto al presidio, le istituzioni locali hanno ascoltato e raccolto il grido d’allarme dei produttori. Il primo il caro carburanti associato al caro vita.
Le difficoltà che soffocano le aziende agricole sono molteplici e complesse, a partire dai costi di produzione diventati insostenibili a causa del continuo aumento del gasolio agricolo.
A questo si aggiungono le criticità quotidiane legate alla burocrazia e alla gestione dello smaltimento di letame e carcasse animali, oltre ai devastanti danni provocati dai frequenti eventi climatici estremi e dall’incontrollata proliferazione dei cinghiali nelle campagne.
C’è poi un tema di fondo che riguarda il cuore stesso del mercato agroalimentare: la necessità di una più equa distribuzione del valore lungo la filiera, per fare in modo che chi produce cibo di qualità non sia l’ultimo a trarre profitto dal proprio lavoro.
Per affrontare questa spirale negativa, secondo gli amministratori, servono investimenti mirati e urgenti capaci di dare respiro e futuro alle imprese.
Tutte queste rivendicazioni non rimarranno semplici parole spese al margine della carreggiata. I Comuni hanno infatti annunciato la stesura di un ordine del giorno unitario che verrà condiviso e votato nelle prossime sedute dei rispettivi Consigli comunali.
Il documento diventerà così la base istituzionale per bussare con forza alle porte della Regione Lazio e del Ministero dell’Agricoltura.




















