Maxi rete fantasma rimossa dalla Foce del Tevere. Una minaccia invisibile ma letale per l’ecosistema oltre che pericolosa per la navigazione che è stata rimossa grazie a un’operazione congiunta condotta dalla Guardia Costiera di Fiumicino e dalla Fondazione Marevivo.
Maxi rete fantasma rimossa dalla Foce del Tevere grazie a un intervento coordinato tra Guardia Costiere e Fondazione Marevivo
L’intervento ha consentito di rimuovere dispositivo da pesca illegale lungo 150 metri e posizionato abusivamente a nord dell’Isola di Tor Boacciana.
Il posizionamento della rete
La rete da posta si trovava in un tratto di fiume altamente strategico, costantemente attraversato dalle imbarcazioni dirette verso i numerosi cantieri nautici della zona. Per recuperare il pesante attrezzo è stato necessario un complesso intervento tecnico: accanto a due motovedette della Guardia Costiera di Roma, che hanno garantito la sicurezza dell’area, è entrato in azione un pontone specializzato della ditta Dragsub. Attraverso una gru installata a bordo, gli operatori sono riusciti a sollevare e riportare in superficie la lunga struttura immersa.

Il fenomeno delle reti fantasma
Le cosiddette “reti fantasma” (strumenti da pesca smarriti, abbandonati o posizionati in modo fraudolento) costituiscono uno dei pericoli più insidiosi per gli ambienti acquatici. Continuano infatti a pescare in maniera indisturbata anche in assenza di attività umana, catturando e uccidendo pesci e organismi fluviali in un ciclo continuo e devastante per la biodiversità. La rimozione effettuata a Fiumicino interrompe questo processo distruttivo, tutelando la fauna ittica che popola la foce del fiume.
Il successo dell’operazione è il frutto di una proficua sinergia tra istituzioni, realtà ambientaliste e settore privato. Oltre all’azione coordinata della Guardia Costiera e di Marevivo, fondamentale si è rivelato il supporto logistico di Dragsub per il sollevamento della rete e l’intervento di Garbage Group -azienda già nota per la gestione delle barriere acchiappa rifiuti sul Tevere- che si è occupata del corretto smaltimento del materiale recuperato.

L’impatto dell’intervento porta un duplice beneficio immediato al territorio: da un lato garantisce la tutela dei fondali e delle specie acquatiche, dall’altro ripristina la regolarità della circolazione nautica in un punto nevralgico della Foce.
Togliere 150 metri di trappola dalla foce del Tevere significa restituire respiro a un ecosistema fragile e sotto costante pressione. Un’azione concreta che ribadisce la necessità di mantenere alta la guardia, unendo risorse e competenze sul territorio per prevenire e contrastare ogni forma di bracconaggio e reato ambientale.


















