Dox, il cane poliziotto che divenne una leggenda: svelata a Roma la statua dell’eroe a quattro zampe

Dalla Baviera al cinema, storia di Dox: la Polizia celebra a Roma con una statua l'indimenticabile pastore tedesco

La statua appena inaugurata

Ha fiutato piste impossibili, affrontato pericoli, subito ferite in servizio e conquistato le prime pagine dei giornali dell’epoca fino a diventare una star dei cinegiornali dell’Istituto Luce. Oggi, a distanza di decenni dalle sue leggendarie imprese, Dox – l’indimenticato pastore tedesco della Polizia di Stato – ha trovato una dimora eterna nel cuore della capitale: una statua in suo onore.

Dalla Baviera al cinema, storia di Dox: la Polizia celebra a Roma con una statua l’indimenticabile pastore tedesco

Questa mattina, presso il complesso di Salita del Forte Ostiense, si è tenuta la cerimonia ufficiale di scoprimento della statua dedicata al celebre cane poliziotto. Un tributo che va oltre la memoria affettiva, consacrando Dox a simbolo di dedizione, coraggio e lealtà al servizio delle istituzioni e dei cittadini.

Dalla Baviera alla Squadra Mobile di Roma

La storia di Dox comincia lontano, in Baviera, dove nasce nel 1946. Ad acquistarlo e a intuirne l’eccezionale potenziale fu il brigadiere Giovanni Maimone. 

Insieme formarono una coppia indissolubile. Aggregato alla Squadra Mobile della Questura di Roma tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni Sessanta, Dox dimostrò capacità investigative fuori dal comune: un fiuto infallibile e un’intelligenza operativa che lo resero protagonista assoluto della cronaca dell’epoca.

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La statua appena inaugurata in presenza del Questore di Roma

Al fianco del suo conduttore, il pastore tedesco partecipò a centinaia di indagini e procedimenti giudiziari. 

Fu decisivo nel ritrovamento di persone scomparse e nella cattura di pericolosi criminali responsabili di reati contro la persona e il patrimonio.

 Ferito più volte durante le operazioni di servizio e decorato con numerosi riconoscimenti, Dox non fu solo un “cane da lavoro”, ma un vero e proprio agente a quattro zampe in grado di incarnare i valori più autentici della pubblica sicurezza.

Il dono della famiglia e l’eredità per i giovani

Il monumento svelato oggi ha un valore speciale: è stato donato alla collettività dalla famiglia Maimone, a testimonianza di un legame viscerale tra il brigadiere e il suo compagno d’avventura.

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 La scultura non vuole soltanto custodire la memoria di un protagonista unico della storia delle forze dell’ordine, ma intende trasmettere alle nuove generazioni il senso del dovere, l’impegno civile e la bellezza del rapporto di fiducia che può nascere tra l’uomo e l’animale quando sono uniti da una missione comune.

All’evento hanno preso parte anche numerose classi di studenti degli istituti scolastici del territorio. La cerimonia si è così trasformata in un momento di incontro e formazione alla legalità: la memoria di Dox e il suo spirito di sacrificio continuano a vivere, ricordando ai ragazzi di oggi come il servizio alla comunità possa lasciare un’impronta indelebile nella storia del Paese.