Per la sua famiglia, insegnare a guidare non è mai stato un semplice mestiere. È stata una vocazione, una tradizione d’arte e di vita trasmessa come un testimone prezioso dal nonno al padre, fino a lui. Con la scomparsa di Astorre Furia,stroncato da un malore improvviso sabato pomeriggio all’età di 68 anni, Tivoli non perde soltanto un imprenditore stimato, ma un riferimento.
Addio ad Astorre Furia, titolare delle storiche Autoscuole Furia 1935. Il ricordo di colleghi e generazioni di allievi: «Non ci insegnava solo a prendere la patente»
I funerali si terranno oggi pomeriggio, alle 15:30, nella chiesa di Sant’Andrea, dove l’intera comunità si stringerà attorno alla famiglia: alla moglie Simona, ai figli Cristiano e Benedetta, al fratello Doriano e a tutti i cari.
Un’eredità lunga quasi un secolo

La storia della famiglia Furia si intreccia in modo indissolubile con quella della mobilità e dell’educazione stradale locale fin dagli anni ’30. Figlio di Lanfranco — indimenticato titolare dell’autoscuola storica di viale Trieste, a Tivoli, venuto a mancare l’anno scorso — Astorre Furia aveva saputo raccogliere quelle radici profonde e farle fiorire, fino a costruire una rete di agenzie da Villa Adriana a Guidonia.
Ma al di là dei numeri e dei successi aziendali, ciò che resta impresso nella memoria di generazioni di ragazzi e automobilisti è la sua visione del lavoro: profonda, rigorosa e al tempo stesso piena di calore.
«La sua convinzione profonda, fino all’ultimo, era che il nostro compito fosse insegnare a guidare, non soltanto far prendere una patente», lo ricorda con commozione il collega Stefano Sangio dell’Autoscuola Sangio. «Fino alla fine si è messo in discussione. Un grande collega, un grande imprenditore, una grande persona».
Il “Maestro dei Maestri” e l’impegno per la sicurezza
Non era solo una questione di pedali e manualità. Per Astorre Furia la strada era responsabilità civile. Negli ultimi mesi si era speso con passione per la nascita di “Strada Sicura”, una associazione pensata per promuovere la cultura del rispetto al volante.
Una dedizione costante che gli era valsa sul campo il soprannome di “Maestro dei Maestri”.
L’abbraccio degli ex allievi
Nelle ultime ore sono stati tantissimi i messaggi di affetto affidati alla rete e alla memoria cittadina da parte di colleghi, amici ed ex allievi. Ricordi di lezioni trascorse nell’abitacolo, di consigli preziosi dispensati prima di un esame o a bordo di un camion, in quel clima di fiducia che solo chi ama il proprio lavoro sa creare.
«Oggi è arrivata una notizia che non avrei mai voluto ricevere», scrive un suo ex allievo. «È difficile pensare che non ti ritroverò al mio fianco su quel camion. A volte diamo per scontato di poter rivedere una persona, dirle grazie. Oggi quel grazie voglio dirtelo qui, con il cuore».
Gli fa eco Daniele Felici, un altro dei suoi tanti studenti: «Ci ha lasciato un grande uomo che con la sua famiglia ha segnato la storia di Tivoli. Grazie per tutto quello che ci hai insegnato e lasciato come tesoro di vita. Lasci un vuoto enorme».

















